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Martedì, 17 Maggio 2022
Attualità Via Raiale

Cementificio, un lettore: "Il Comune richieda la rimozione della linea elettrica ad alta tensione"

In questa maniera "oltre all'impatto ambientale si eliminerebbe il pericolo per la navigazione aerea in fase di decollo e atterraggio rappresentato dalla linea aerea in prossimità dell'aeroporto"

Un nostro lettore, prendendo spunto dagli articoli che abbiamo pubblicato in queste ultime settimane riguardo alla riconversione dell'ex cementificio di via Raiale, ci scrive per evidenziare che "il Comune di Pescara dovrebbe richiedere all'Enel la rimozione della linea elettrica ad alta tensione che dalla centrale di San Donato arriva al cementificio", essendo ormai "fuori servizio e non più necessaria perché da oltre dieci anni l'impianto è abbandonato". In questa maniera, secondo il lettore, "oltre all'impatto ambientale si eliminerebbe il pericolo per la navigazione aerea in fase di decollo e atterraggio rappresentato dalla linea aerea in prossimità dell'aeroporto". 

Ricordiamo che, in base a un progetto recentemente redatto dallo studio NetLab di Giovanni Marchionne su incarico della Calbit srl di Roma, il cementificio dovrebbe diventare "la porta d'Abruzzo". Si prevede, a tale proposito, un investimento di oltre 100 milioni di euro, e il tutto dovrebbe essere pronto non prima di cinque anni, ossia nel 2027. Il "nuovo" cementificio comprenderà, tra le altre cose, un centro di accoglienza e smistamento per i turisti, nonché una discoteca, una biblioteca, un auditorium, un anfiteatro, un ostello e alcuni ristoranti. Si tratta, insomma, di un'idea importante e variegata.

Per l'assessore Isabella Del Trecco, questo progetto "darebbe una nuova immagine al quartiere e a tutta la città di Pescara, oltre alla creazione di circa 400 nuovi posti di lavoro, intervento che cambierebbe radicalmente sia l'ingresso alla nostra città che lo skyline della città stessa, rendendo Pescara una città "unica" in tutta Italia ed all'avanguardia per soluzioni che mettono insieme sostenibilità ambientale, nuove tecnologie, lavoro e cultura".

Inoltre la Del Trecco specifica che il complesso Porta d'Abruzzo "non sarà un nuovo centro divertimenti, ma un terminal turistico internazionale", con ampio spazio anche per la natura: "Ci saranno una biofarm con 50 specie di coltivazioni sostenibili, una serra idroponica per produzione di vegetali a ciclo continuo, un campo fotovoltaico e del verde attrezzato", conclude l'assessore.

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