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Il 25 aprile celebrato a Penne, il sindaco Petrucci: "Nel nostro comune integrazione sociale da chi fugge da guerre e persecuzioni"

Nel capoluogo vestino la festa della Liberazione è stata celebrata davanti al monumento ai caduti, in località Ossicelli

«Nel nostro comune esperienza di integrazione sociale da chi fugge da guerre e persecuzioni».
Così il sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, nel celebrare la festa della Liberazione ieri, lunedì 25 aprile.

Alla celebrazione hanno partecipato studenti, associazioni e tanti cittadini.

«Il 25 aprile è la festa della Libertà di tutti», dice il sindaco Petrucci nel suo intervento, «una libertà che deve trovare il proprio alveo entro un perimetro di legalità e giustizia. Il mio obiettivo e della mia amministrazione comunale è di coltivare questi valori all'interno della nostra comunità. Per la prima volta, a Penne, abbiamo promosso una esperienza di integrazione sociale unica: nella riserva regionale "Lago di Penne" è stato istituito un centro di accoglienza speciale sia per i profughi ucraini, sia per i richiedenti asilo politico provenienti dai Paesi africani; sono donne, uomini e bambini che scappano dalle guerre, dalle violenze, dalle torture e dalle dittature. La città di Penne non si è nascosta, non si è girata dall'altra parte, ha ritrovato la memoria che oggi rievochiamo con forza: siamo pronti a diventare la città dell'inclusione e dell'accoglienza. È per questo, che è giusto e doveroso, tramandare la storia alle future generazioni; la memoria è infatti il principale baluardo affinché le tragedie vissute nel novecento non possano più accadere, non possano più ripetersi».

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