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Caso Roberto Straccia, la Corte di Cassazione annulla l'archiviazione

La Corte di Cassazione ha infatti annullato il decreto di archiviazione per "per violazione del contraddittorio" stabilito dall'ultima archiviazione del marzo del 2017

Il caso riguardante Roberto Straccia, il giovane studente universitario che scomparve misteriosamente a Pescara, per poi essere ritrovato morto in Puglia, non può dirsi ancora chiuso.
La Corte di Cassazione ha infatti annullato il decreto di archiviazione per "per violazione del contraddittorio".

Di Straccia, originario di Moresco in provincia di Fermo, si persero le tracce il 14 dicembre del 2011 quando uscì di casa per andare a correre sul lungomare.

Lanciato l'allarme, le ricerche andarono avanti per 3 settimane ma senza alcun esito fino al ritrovamento del cadavere il 7 gennaio del 2012 nelle acque antistanti il mare di Bari.

La vicenda, nonostante l'opposizione dei familiari tramite i propri legali, fu più volte archiviata come morte accidentale o per cause volontarie.
L'ultima archiviazione, a questo punto annullata dalla decisione della Cassazione, risale al marzo 2017.

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