Martedì, 19 Ottobre 2021
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La replica della Asl per il caso della madre sola con le terapie ridotte al figlio autistico di 6 anni

L'azienda sanitaria locale replica ad Autismo Abruzzo che aveva denunciato come il bambino fosse stato valutato nel parcheggio del distretto sanitario di Pescara nord

«La Asl di Pescara ha attivato la normativa regionale sull’autismo, secondo la Dgr numero 360/2019 che ha integrato la precedente Dgr numero 437 del 2017, frutto di un lavoro di anni del tavolo tecnico regionale al quale hanno partecipato i massimi esperti nazionali di autismo, come Renato Cerbo, ex direttore del centro di riferimento regionale per l’autismo, e i rappresentanti delle Fondazioni e Associazioni di familiari che curano gli interessi delle persone con spettro autistico», si legge in una nota dell'azienda sanitaria locale i replica ad Autismo Abruzzo che aveva accusato il taglio prestazioni a un bambino di 6 anni la cui madre è sola.

«Tale normativa», prosegue la nota, «è ritenuta la più avanzata in Italia e considerata adeguata per la presa in carico delle persone con autismo, in tutto l'arco della vita. I pazienti autistici hanno necessità di trattamento e di setting differenziati, a seconda dei differenti livelli di funzionamento cha vanno da lievi deficit a gravissime disabilità. Dal primo luglio 2021, si esce finalmente da un periodo di sperimentazioni durato anni, durante il quale si sono avuti successi terapeutici, ma anche si sono evidenziati i limiti di trattamenti poco individualizzati, con un necessario passaggio di 80 utenti da un trattamento sperimentale, ormai anacronistico, viste le evidenze scientifiche che hanno ormai definito quali metodi sono effettivamente efficaci, a un trattamento che dovrà essere garantito a tutti i circa 280 utenti con autismo in carico alla Asl di Pescara, come prevede un sistema equo, solidale e universalistico. Nessun contenimento della spesa che negli anni è stata costantemente aumentata! Si è proceduto, pertanto, come previsto dalle linee guida nazionali e dalla normativa regionale, a rimodulare il trattamento non solo negli obiettivi generali, ma anche nell’intensità della cura che in alcuni casi è stata anche aumentata, con una media sostanzialmente uguale, essendo passati dalle precedenti 6-9 ore settimanali alle 3-18 ore settimanali attuali, rispetto ad una media nazionale inferiore alle 3 ore settimanali. Soprattutto sono stati ridefiniti i setting assistenziali (ambulatoriali, domiciliari, semiresidenziali e residenziali), secondo i bisogni identificati dai professionisti dei centri convenzionati in accordo con il nucleo territoriale autismo della Asl di Pescara attivato a gennaio 2021, come previsto dalla normativa regionale». 

Così si conclude la nota della Asl: «Sono state fornite, inoltre, indicazioni dell’esigenza di una maggiore integrazione sociosanitaria per evitare abusi terapeutici e in alcuni casi si è ritenuto utile consigliare percorsi di tipo sociale quali attività ludico-ricreative e sportive spesso sacrificate dalle eccessive esigenze di terapie, a volte impropriamente richieste. Relativamente al caso specifico si stigmatizza il fatto che vengano riportate notizie false e tendenziose, in quanto l’utente in oggetto è seguito da anni e ben conosciuto dai servizi territoriali della Asl di Pescara e proprio per tale conoscenza lo specialista neuropsichiatra infantile si è reso disponibile ad andare incontro al genitore per facilitare l’autorizzazione alla prosecuzione del trattamento, già prescritta dal nucleo territoriale per l’autismo del servizio di neuropsichiatria infantile che ha in carico il bambino per l’integrazione scolastica. Non potendo entrare nello specifico per motivi di privacy, si fa solo presente che proprio per andare incontro alle necessità del familiare è stata mantenuta un’assistenza prevalentemente domiciliare prevedendo 5 sedute di 90 minuti a settimana, secondo la normativa regionale che non prevede sedute domiciliari/ambulatoriali di 3 ore come svolto nel precedente progetto sperimentale (venivano effettuate 3 ore ma per soli per 3 giorni a settimana). Peraltro date le gravi problematiche sociali sollevate dal genitore è stata sollecitata l’attivazione del servizio sociale del Comune di residenza per un supporto psicoeducativo e sociale al genitore ed altri interventi sociali che verranno ritenuti opportuni dagli stessi servizi sociali comunali. Si ribadisce infine che la Asl di Pescara vigilerà costantemente attraverso i propri organi tecnici (Nta, Uvm, Noc) che i trattamenti futuri vengano effettuati sugli utenti affetti da autismo nella modalità più appropriata, congrua ed efficace, ritenendo peraltro che la qualità e l’integrazione degli interventi sanitari, sociali e scolastici, rappresentino l’unica garanzia di miglioramento di un disturbo permanente ma suscettibile di modifiche, qualora vi sia la collaborazione di tutti i  servizi ed enti interessati oltre che delle famiglie e delle associazioni che le rappresentano».

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