Venerdì, 19 Luglio 2024
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In Abruzzo affitti universitari cresciuti fino al 15 per cento e le case sono di scarsa qualità: la denuncia di sindacati e studenti

L'allarme congiunto lo lanciano Cgil, Sunia e Udu 360 gradi che chiedono interventi alla politica per affrontare quello che è un vero e proprio problema visto che anche le bollette sono cresciute. Pescara dove i prezzi vanno da 170 a 250 euro non è la provincia peggiore

Gli affitti universitari sono aumentati fino al 15 per cento in Abruzzo e per la Cgil, il sindacato degli inquilini Sunia Abruzzo-Molise e i coordinamento regionale Udu 360 gradi, il dato è “preoccupante, seppur in una situazione di partenza sicuramente migliore rispetto alle grandi città”. Un tema caldo quello del caro affitti che si è registrato dopo il covid e che a quanto pare tocca anche gli studenti della nostra regione.

Aumenti dei canoni che vanno di pari passo con “una qualità degli alloggi mediamente scarsa – denunciano Cgil, Sunia e Udu 360 gradi -, dove gli studenti segnalano problemi di umidità, scarso isolamento energetico, vetustà”.

Pescara non è la città peggiore son i prezzi che vanno dai 170 ai 250 euro. A fare peggio di tutti è L'Aquila dove la variazione va da 180 a 400 euro. Segue Chieti dove si spendono tra i 190 e i 280 euro. Per quanto riguarda Teramo a fare un sodnaggio è stato il consiglio degli studenti presieduto da Walter Verrigni: la spesa media per una singola è di 200 euro.

Crescono gli affitti, ma anche le bollette come noto e questo, sottolineano le tre sigle, “ a causa delle conseguenze sui costi energetici del conflitto russo-ucraino”.

Gli studenti denunciano anche la scarsità di posti letto nelle residenze universitarie: a Teramo è in previsione la costruzione della residenza universitaria di viale Crucioli con circa 200 posti letto, mentre nelle altre città sono già esistenti le residenze con 160 posti letto a L’Aquila, 70 a Chieti e 65 a Pescara.

Sunia, Cgil e Udu 360 gradi “chiedono con forza che questi numeri vengano implementati per supportare gli studenti in situazione di bisogno, con un risultato positivo anche sul mercato privato che, con la riduzione della domanda di alloggi, vedrebbe sicuramente una riduzione dei prezzi applicati”. Il segretario regionale della Cgil Carmine Ranieri e quello del Sunia Giuseppe Oleandro chiedono sia livello regionale che nazionale una nuova politica e un progetto complessivo di diritto allo studio, all'interno del quale devono essere individuate anche forme di sostegno abitativo per gli studenti fuori sede.

“I fondi del pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) – dichiarano - non stanno andando nella direzione di favorire significativamente il diritto allo studio, ma soprattutto sono indirizzati verso il settore privato e il libero mercato”. Secondo Cgil e Sunia è necessario istituire dei fondi a favore dei Comuni per cofinanziare l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di aziende pubbliche e private fallite e dai beni confiscati alla mafia. “C'è la necessità - concludono - di costruire e attuare un welfare che si misuri con il mutato assetto sia sociale che economico delle città e con i molti aspetti delle nuove povertà e con le nuove disuguaglianze”.

Sugli interventi da mettere in campo a livello locale Oleandro si impegna anche a sostenere gli studenti, in sede di revisione degli accordi territoriali sulle locazioni, affinché sia prevista una riduzione del tetto massimo e la rimozione dell’aumento previsto di tale tetto per le locazioni agli studenti universitari, che a seconda della città oggi va dal 15 per cento al 20 per cento.

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