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Campionamento su fiume e mare: ecco i primi risultati

I primi dati dopo l'avvio della convenzione fra Comune, Capitaneria di Porto e Arta. Alessandrini: “Il problema del mare è il fiume, mai una cordata operativa come quella messa in campo attualmente”

Nella mattinata odierna si è svolta la conferenza stampa sul primo resoconto del monitoraggio su fiume e mare, frutto della convenzione siglata dall'amministrazione comunale con Arta e Capitaneria di Porto lo scorso 2 ottobre.

“Abbiamo voluto condividere il risultato della prima campionatura straordinaria effettuata il 13 ottobre, attorno a cui si è concentrata una legittima la curiosità - ha sottolineato il sindaco Marco Alessandrini - Non avevo visto i dati, ma qui non è importante che siano positivi o negativi, è importante l'avvio di un percorso innovativo, che nessuno aveva fatto in precedenza, perché ci consentirà di conoscere cosa accade sul fiume e sul mare. Un percorso che si sostanzia con un monitoraggio continuo, anche durante tutta la stagione non balneare, che proseguirà fino a tutto marzo, per cedere il passo ai controlli mirati alla balneazione dal primo aprile in poi. Noi abbiamo imparato a conoscere punti di prelievo sul litorale, oggetto anche della convenzione con Arta e Capitaneria: via Balilla, via Mazzini e Teatro d'Annunzio. A questi si aggiunge il fiume, i prelievi sono all'ingresso (100 metri prima dello scarico di Fosso Cavone) e alla foce (100 metri a valle del Ponte del Mare), quindi dopo gli scarichi della città di Pescara. I dati del fiume colpiranno e i dati del mare non saranno da meno, considerando che le stagioni incidono e che l'inverno e i fattori climatici non aiutano la qualità delle acque. In moto, però, oltre il controllo c'è l'azione per risanare il fiume e il mare, di cui il Comune di Pescara si è fatto carico e che, fra le altre cose, ci porterà allo sfondamento della diga foranea e a connettere al collettore gli scarichi che stiamo individuando sulle golene. Ma perché questa azione sia ancora più incisiva, deve essere condivisa con tutti gli enti che hanno autorità e capacià di azione sul fiume che è la base di ogni iniziativa”.

I dati sul fiume. "Come detto per il fiume, abbiamo preso un punto di riferimento a monte e a valle – ha illustrato la dottoressa Emanuela Scamosci, a capo del dipartimento Arta pescarese – Ci siamo spinti in prossimità alla foce in modo da non prendere il rientro dell'acqua del mare per evitare interferenze e all'ingresso del fiume in città, poco prima di Fosso Cavone. Abbiamo rilevato che l'escherichia coli è più alta a monte che a valle, valori non superiori a quelli riscontrati nel corso dei monitoraggi annuali che effettuamo trimestralmente". Per l'escherichia coli: 15.000 MPN/100ml a monte e 8.500 MPN/100ml a valle, questo perché nel fiume c'è acqua che scorre e quindi i valori sono variabili.

I dati sul mare. Va premesso che, mentre per la balneazione ci sono orari e condizioni meteo da rispettare, in questo caso il campionamento è possibile in qualunque condizione. Questi i valori nei punti: su via Balilla escherichia è pari a 2.247 MPN/100ml, gli enterococchi 450 UFC/100m; via Mazzini escherichia a 1.198 MPN/100ml ed enterococchi 210 UFC/100ml; Teatro d'Annunzio escherichia a 663 MPN/100ml ed enterococchi a 143 UFC/100ml. Per quanto riguarda i cloruri, parametro chimico che misura la salinità dell'acqua di mare, quindi la presenza di acqua di fiume in mare, rispetto al valore medio nell'acqua di mare che va da 18.000/20.000 microgrammi per litro, quindi al valore più basso, corrisponde una maggiore presenza: su via Balilla è pari a 14.400, su via Mazzini è di 14.500, e al Teatro d'Annunzio arriva a 17.500 mg/l. Da qui si evince la presenza di acqua di fiume in misura più elevata su via Balilla, a scendere sugli altri punti di prelievo.

“Tutta la normativa attuale – ha spiegato il direttore tecnico dell'Arta, Giovanni Damianiè tesa a ripristinare il potere di depurazione dei fiumi. Se prendiamo le mappe militari dei '53, Pescara aveva oltre 50 km interni di fossi colatori, scarichi non abusivi, ma negletti. Per individuarli serve un'attrezzatura sofisticata e risorse in grado di agevolare un'azione repressiva che tutti ci auguriamo di fare”.

“Attualmente abbiamo avuto già dei riscontri all'azione di controllo iniziata mesi fa con il monitoraggio aereo fino al Tronto e al Molise e poi sui principali corsi d'acqua abruzzesi – ha concluso Antonio Catino, vicecomandante della Capitaneria di Porto di Pescara – Rilevando semplicemente le differenze di temperatura si arriva ad evidenziare gli scarichi. A margine di questo stiamo andando a controllare anche da Pescara verso l'interno”.

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