Lunedì, 2 Agosto 2021
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Crollo demografico in Abruzzo a causa del Covid, sono 8.685 i residenti in meno

A fotografare la situazione al 31 dicembre 2020 è il Cresa che ha studiato gli effetti della pandemia sull'andamento demografico in Abruzzo

Gli effetti della pandemia da Covid-19 si fanno sentire anche sulla popolazione che in Abruzzo, al 31 dicembre 2020, conta una diminuzione pari a 8.685 uità riguardo al numero di residenti.
Dunque un crollo demografico nella nostra regione come studiato dal Cresa che registra un calo del 6,7%.

In sostanza è come se fosse sparito un comune come Montorio al Vomano (8.283 abitanti).

Come riferisce Ansa Abruzzo, lo studio del Cresa ha certificato che gli effetti negativi prodotti dall'epidemia Covid-19 hanno amplificato la tendenza al declino della popolazione abruzzese che è in atto già dal 2013. Nella nostra regione, lo scorso anno, si è registrato il minimo storico di nascite (8.227) e il massimo storico (16.296) di decessi dal secondo dopoguerra a oggi, con una forte riduzione dei movimenti migratori (-616). Al 31 dicembre 2020, la popolazione residente in Abruzzo ammonta a 1.285.256 unità, mostrando nel periodo in osservazione un deciso peggioramento del trend demografico (-4,1% nel 2018; -5,2% nel 2019 e -6,7% nel 2020).
Il calo maggiore nel trend demografico si è avuto proprio nell'ultimo anno. Per quanto riguarda l'andamento provinciale, si osserva che è L'Aquila nell'ultimo anno a riportare il più intenso decremento del -8,4%, in lieve peggioramento rispetto al -8,3% del 2019 e più rilevante del -5,9% del 2018. Seguono Chieti (-6,4%), che, dopo un affievolimento del calo nel 2019 (-4,8%), vede peggiorare leggermente la variazione fortemente negativa del 2018 (-6,2%), Teramo e Pescara, risultano entrambe in costante caduta negli ultimi anni (Teramo: -2,0% nel 2018, -4,6% nel 2019 e -6,9% nel 2020; Pescara: -2,1% nel 2018, -3,2% nel 2019 e -5,3% nel 2020).
I numeri dimostrano come la diminuzione di residenti riguardi tanto le zone interne quanto la costa. I numeri resi noti certificano anche il crollo dei matrimoni che sono stati 1.746 rispetto ai 3.800 del 2019, con una diminuzione pari al -54,1% e superiore al calo nazionale che è stato del 47,5%. Sono stati in particolare i matrimoni celebrati con rito religioso a calare in misura maggiore rispetto a quelli civili. 

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