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Bullismo, gli alunni pescaresi a lezione dall'ex procuratore capo Trifuoggi

L'evento, organizzato dal Kiwanis in collaborazione con le scuole medie "Pascoli" e "Michetti" ha sensibilizzato ed informato i ragazzi sul tema del bullismo

Una lezione speciale tenuta dall'ex procuratore capo di Pescara Nicola Trifuoggi, riguardante il tema del bullismo. Protagonisti della mattinata gli alunni delle scuole medie "Pascoli" e "Michetti " di Pescara nell'aula magna dell'istituto comprensivo 4 in via Milano, nell'ambito dell'iniziativa organizzata dal Kiwanis in collaborazione con la dirigente scolastica Morgione e lo psicologo e piscoterapeuta Gardelli.

Trifuoggi ha spiegato come il fenomeno sia difficile spesso da affrontare e soprattutto da contrastare, e l'unica arma a disposizione è quella della prevenzione, sia in famiglia che a scuola, coinvolgendo tutti, raccontando e denunciando episodi che potrebbero avere spesso conseguenze più gravi di quelle che si immaginano.

CYBERBULLISMO, NUOVO PROGETTO A PESCARA

La dirigente Morgione ha spiegato che l'incontro aveva l'obiettivo di far capire ai ragazzi come comportarsi non solo se si è vittime di bullismo, ma anche se si assiste ad episodi violenti di questo genere.

Lo psicologo Gardelli ha aggiunto:

Purtroppo molti ragazzi appena adolescenti, di 11, 12 o 13 anni, hanno già vissuto l’esperienza di essere bulli o di essere vittima di bulli, e talvolta i risvolti sono stati drammatici. Il bullismo è una oppressione psicologica, verbale o fisica, esercitata da chi si sente forte nei confronti di qualcuno che viene percepito come più debole, ma in realtà, come gli stessi ragazzi sanno, è proprio il bullo a essere il debole, il soggetto che ha sempre un vissuto problematico alle proprie spalle, spesso affetto da patologie come la depressione, ecco perché occorre lavorare sulla prevenzione, perché prima o poi, anche da adulti, capiterà a tutti di doversi difendere da un episodio di bullismo

Trifuoggi poi ha evidenziato come la tutela e difesa dei ragazzi dai fenomeni cone il cyberbullismo sia oggi fondamentale limitando in alcuni casi l'uso e spesso l'abuso dei social:

L’essere umano è strano, oggi in Italia anche le pietre sanno che i nostri telefoni sono intercettati, eppure ogni giorno c’è qualcuno che commette un reato e che se ne vanta al telefono, considerato quasi una bolla protettiva che invece è estremamente permeabile. Quello che conta allora è la prevenzione, tema sul quale dobbiamo darci tutti da fare, consapevoli che il bullo è quasi sempre un represso prepotente con un enorme complesso di inferiorità che va aiutato. E quando siamo a conoscenza di qualcuno che è vittima di bullismo, dobbiamo raccontarlo a chi ha il potere e l’autorità per intervenire, non significa fare la spia, ma aiutare chi sta vivendo un disagio importante

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