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Il caso della bonifica delle discariche di Bussi nella puntata di "Titolo quinto" sui Raitre [VIDEO]

A commentare il servizio durante il programma di Raitre gli ambientalisti abruzzesi del Forum H20

La trasmissione "Titolo Quinto" di Rai Tre dedica un servizio alla questione delle bonifiche delle discariche di Bussi. A commentare il servizio andato in onda ieri 8 gennaio sono gli ambientalisti abruzzesi del Forum H20, che da sempre si battono per accelerare i tempi della bonifica attaccando il ministero dell'ambiente per le scelte fatte negli ultimi anni.

Alla fine del servizio di Gabriele Paglino, che ha ripercorso 13 anni di storia riguardanti la scoperta della maxi discarica dei veleni, il giornalista in studio Buccini sarcarsticamente propone di censurtare il servizio affinchè non venga visto in Europa, rischiando di non avere soldi dal Recovery Fund, al centro della puntata del programma.

Ecco, dobbiamo ringraziare un Ministero dell'Ambiente che nel 2008 decise di avocare a sé tutte le competenze per poi fermare di fatto tutto, con la piccola parentesi che si aprì con la dirigente D'Aprile che cercò effettivamente di procedere più speditamente, tanto da aggiudicare la gara poi annullata, secondo il Tar illegittimamente, dai suoi successori, Distaso e Lo Presti.

Ora il ministero dell'ambiente, non contento dei ritardi, ha pensato pure di proporre ricorso al consiglio di stato sulla gara di appalto che avrebbe consentito di rimuovere tutti i rifiuti e i terreni contaminati, rimettendo poi tutte le spese anticipate dallo Stato sul conto di Edison, come peraltro già fece il commissario con successo per i primi interventi sulla Tremonti.

Gli ambientalisti attaccano anche la magistratura, che è riuscita a far andare in prescrizione il processo per disasto ambientale e avvelenamento, e ora sembra non volersi occupare delle bonifiche non effettuate, tenendo fermo il processo civile per i risarcimenti.

Noi continueremo a lottare ma il principio "chi inquina paga" sembra essere sconosciuto da queste parti grazie ad un Ministero dell'Ambiente del tutto inefficiente ed inefficace che in tutti i siti nazionali di bonifica spesso ci sembra più intento a mettere i bastoni tra le ruote alle attività necessarie per il risanamento rimandando di fatto quelli che sarebbero obblighi miliardari per le grandi aziende multinazionali che stanno lasciando questa eredità di veleni al paese.

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