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Grazie alle case confiscate alla criminalità 30 persone senza fissa dimora hanno iniziato una nuova vita

A tre anni dall'avvio del progetto "Abitare i luoghi" il vicesindaco e assessore comunale alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio fa il punto su un progetto avviato con una prima casa e che oggi ne conta ben quattro: 19 quelli che hanno già lasciato le strutture e trovato autonomia abitativa, lavorativa o pensionistica: "Un progetto che ha fatto scuola e che ora è stato adottato anche dal governo"

Nel 2020 fu consegnata la prima casa ai senza fissa dimora di Pescara nell'ambito del progetto "Abitare i luoghi" promosso dall'amministrazione e guidato dall'associazione On the road. Un progetto di housing sociale non solo di accoglienza, ma di vero e proprio accompagnamento al reinserimento lavorativo o pensionistico degli ospiti oltre che utile a far sì che potessero riallacciare i rapporti magari perduti con le loro famiglie.

Dopo tre anni a tracciare un bilancio di quell'attività che oggi di case confiscate e riconvertite ne conta ben quattro, è il vicesindaco Adelchi Sulpizio che alle Politiche sociali ha la delega. Da maggio 2020 sono state 30 le persone accolte, ora ce ne sono 11 dislocate in quelle strutture (due in via Aterno rispettivamente con 4 e 5 posti letto; una in via Sacco con 6 posti letto e una in via Tevere con 4 posti letto). Questo vuol dire che per 19 di loro è stata attivata l'autonomia abitativa e lavorativa o pensionistica a seconda dell'età. Delle undici rimaste quattro hanno iniziato a lavorare, due donne e due uomini, e appena sarà possibile, spiega Sulpizio, arriveranno alla piena autonomia.

Un progetto che sarebbe dovuto durare un anno e che invece si è trasformato in una vera e buona pratica che oggi, sottolinea, “è persino entrata nei finanziamenti pnrr del governo”. Insomma Pescara nell'aiuto ai più fragili ha dato una risposta importante che contrasta il disagio sociale e la povertà e che si muove nell'ottica di quella visione a lungo termine su cui la Caritas dell'arcidiocesi Pescara-Penne, per voce del direttore Corrado De Dominicis, ha di recente parlato proprio al nostro giornale facendo il punto sui purtroppo sempre più pesanti dati sulla povertà che interessano il nostro territorio e di fronte ai quali si chiede un cambio di paradigma tale da far comprendere che non è l'emergenza il grande problema, ma la purtroppo ormai strutturale situazione che va affronta in modo trasversale.

Sul fronte dell'emergenzialità, ricorda quindi Sulpizio, il Comune da anni attiva i Piano freddo grazie al quale anche quest'anno una quarantina di senzatetto troveranno un posto caldo dove dormire. Se purtroppo ci sono anche quelle persone, ricorda anche lui come già fatto dal responsabile di On the road Massimo Ippoliti e l'assessore comunale al disagio sociale Nicoletta Di Nisio con cui abbiamo parlato del Piano Freddo, che non vogliono essere aiutate, per tutti gli altri e per coloro cui si riesce a far comprendere che una nuova vita è possibile, sul lungo termine si lavora proprio al progetto Abitare i luoghi che sta dando risposte importanti.

Il progetto era partito come un progetto di un anno da portare avanti affittando degli immobili. “Abbiamo invece deciso di usare le case confiscate e a distanza di tre anni andiamo avanti – spiega quindi il vicesindaco -. Oltre alla prima accoglienza e un primo aiuto, una volta entrati in questo progetto si inizia un vero e proprio percorso verso l'autonomia. Un percorso di accompagnamento – precisa – gestito da On te road. L'attenzione è massima per far sì che tornino attivamente nella società e il nostro progetto è così riuscito che ha ottenuto anche diversi riconoscimenti in Europa ed è stato preso anche dal governo all'interno del pnrr”, ribadisce. Normalmente il percorso dura circa un anno, ma chiaramente può capitare che si impieghi un po' di più a ricominciare con il sostegno che non viene quindi mai a mancare.

Grande è la soddisfazione, soprattutto umana, di Sulpizio che ricorda come tra l'altro essendo iniziato in pieno covid, “Abitare i luoghi” ha fatto sì che Pescara fosse se non la prima certamente tra le prime città in Europa, a distribuire ai meno fortunati il kit fatto di tamponi, guanti e tutto quanto necessario a fronteggiare la pandemia.

Un progetto quello promosso capace anche di attirare l'attenzione della stampa nazionale con un servizio dedicatogli proprio quest'anno da RaiNews24, che da "occasionale" è diventato invece, grazie alla scelta di puntare sulle case confiscate, strutturale e su cui di certo si continuerà ad investire. 

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