rotate-mobile
Attualità

Una banca dati del Dna dei cani per individuare i padroni "sporcaccioni" che non raccolgono gli escrementi

Il consiglio comunale ha approvato l'ordine del giorno presentato da Forza Italia: l'obiettivo è quello di risalire all'identità di cane e padrone delle deiezioni lasciate lungo le strade di Pescara

Istituzione di una banca dati obbligatoria dei Dna dei cani di proprietà quale misura deterrente contro l’abbandono delle deiezioni lungo le strade della città, al fine di rendere immediatamente identificabili, attraverso l’esame delle feci, chi viola regolamenti e ordinanze e deturpa l’ambiente.
La novità è prevista nell’ordine del giorno presentato da Forza Italia e approvato dal consiglio comunale, con 19 voti a favore.

«Solo i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno sorprendemente scelto di non partecipare alla votazione di un provvedimento che mira esclusivamente a tutelare il nostro territorio», dice il presidente della commissione Ambiente, Ivo Petrelli, primo firmatario e proponente dell’ordine del giorno approvato in aula e sottoscritto anche dai consiglieri azzurri Roberto Renzetti, capogruppo, Fabrizio Rapposelli, Claudio Croce, Alessio Di Pasquale e Manuela Peschi.

Questo quanto spiega Petrelli: «È evidente che l'imbrattamento dei marciapiedi dalle deiezioni canine è uno dei fenomeni più odiosi per il decoro delle città. La colpa di tale fenomeno non può certo ricadere sull'animale, ma deve ovviamente essere imputata al suo padrone che non rispetta le più elementari regole della convivenza civile. Purtroppo le campagne di sensibilizzazione, oltre che le attività di prevenzione e di controllo del territorio sin qui attuate, nonostante le sanzioni pure comminate, hanno attenuato, ma non hanno eliminato il fenomeno. Chiaramente l'immagine e il prestigio della nostra città passano anche attraverso il decoro, la pulizia delle strade, dei marciapiedi nonché di tutti gli spazi pubblici tra cui parchi e aiuole. A questo punto è dovere delle istituzioni individuare la misura più idonea per intervenire, lavoro che peraltro gli uffici comunali avevano già avviato aprendo un dialogo amministrativo-istituzionale con la Regione Abruzzo: grazie alle più moderne tecnologie è possibile oggi identificare il profilo genetico dell'animale e quindi risalire al proprietario del cane, prendendo a esempio gli ottimi risultati ottenuti dai Comuni che hanno già adottato la banca dati del Dna canino, sia in termini di prevenzione che di repressione del fenomeno di imbrattamento dei luoghi pubblici, senza considerare la possibilità, di poter attribuire, in caso di danno a terzi, eventuali responsabilità giuridiche derivanti da incidenti stradali e morsi di cane».

Poi iol presidente della commissione Ambiente aggiunge: «Per tale ragione abbiamo presentato un ordine del giorno con il quale abbiamo invitato il sindaco Carlo Masci e la giunta comunale a sollecitare alla Regione Abruzzo l’approvazione della norma istitutiva della banca dati del Dna canino, attraverso la modifica, già in itinere, del regolamento regionale in vigore, legge regionale numero 47 del dicembre 2013 sul controllo del randagismo e l’anagrafe canina. Grazie a questa modifica ogni Comune avrà la possibilità di modificare, a sua volta, il proprio Regolamento comunale a tutela del proprio territorio, introducendo la previsione, nella redazione dell’anagrafe canina, dell’obbligo di deposito del Dna del proprio animale, dotandosi di norme che contengano precetto e sanzione, prevedendo, a carico del proprietario del cane sorpreso in violazione della norma, l’obbligo di ripristino dei luoghi e il pagamento dei costi sostenuti per effettuare il prelievo e la comparazione genetica; a istituire la banca dati del Dna canino al fine di poter risalire, mediante la comparazione del profilo genetico dell'animale, al legittimo proprietario che non ha provveduto a ripulire gli spazi pubblici imbrattati dagli escrementi del proprio cane per l’adozione dei provvedimenti consequenziali; a sensibilizzare società o enti a stipulare una convenzione con il Comune di Pescara, affinché contribuiscano a finanziare, in tutto o in parte, la campagna di prelievo del Dna, tramite i veterinari che dovessero manifestare la propria disponibilità a prendere parte all'iniziativa. Inoltre abbiamo espresso la richiesta di verificare la possibilità di un protocollo d’intesa operativo con i veterinari convenzionati nella nostra città per alimentare la banca dati del Dna canino da realizzarsi attraverso l’istituzione dell’obbligo per tutti i possessori di cani residenti a Pescara di far effettuare il test al proprio animale, in qualsiasi ambulatorio della città, tramite prelievo dì un campione salivare entro una data da stabilire. Scaduto tale termine, chi non avesse effettuato il test del Dna al proprio cane, sarà passibile di una sanzione amministrativa, oltre a dover effettuare il test a proprie spese. Tali informazioni consentiranno, una volta completata la banca dati, di risalire al proprietario maleducato e poterlo sanzionare. Infine sarà compito dell’amministrazione comunale dotare le guardie zoofile e le guardie ambientali di un kit per la raccolta dei campioni di Dna, per l'identificazione del profilo genetico del cane. A favore dell’ordine del giorno si è espresso anche il sindaco Carlo Masci, che ringraziamo per l’attenzione e la sensibilità».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Una banca dati del Dna dei cani per individuare i padroni "sporcaccioni" che non raccolgono gli escrementi

IlPescara è in caricamento