Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Bagni inaccessibili e puzzolenti, alberi crolllati e giochi danneggiati nella Riserva Dannunziana [FOTO]

Questo quanto verificato questa mattina, lunedì 14 ottobre, nel corso di un sopralluogo della commissione comunale Ambiente nella Riserva Dannunziana

Una condizione di abbandono e degrado con bagni pubblici inaccessibili con la puzza di urina insopportabile, giochi danneggiati da sostituire e alberi crollati.
Questo quanto verificato questa mattina, lunedì 14 ottobre, nel corso di un sopralluogo della commissione comunale Ambiente nella Riserva Dannunziana.

Il presidente della commissione, Ivo Petrelli, segnala come «un cancello d’ingresso sia chiuso inspiegabilmente da mesi, ma soprattutto un parco sterminato affidato alla cura di 4 soli operai comunali e una borsa lavoro, troppo pochi per poter fronteggiare tutte le esigenze. Sono queste le condizioni del lotto numero 2 della Riserva Naturale dannunziana, antistante lo stadio "Adriatico-Cornacchia", un’area per la quale entro pochi mesi spetterà alla nostra amministrazione rivedere modalità di gestione, destinazione dei vari lotti e soprattutto gli interventi da realizzare anche sulla scorta del Pan oggi all’esame della Regione».

Questo quanto aggiunge Petrelli per cercare di risolvere la situazione dell'area verde più grande della città:

«Cominciamo col dire che Riserva naturale non può significare avere una "giungla" selvaggia in pieno centro urbano, ingestibile e ingovernabile, un’area verde straordinaria e forse unica nel suo genere, che di fatto, però, oggi non è connessa al resto del tessuto cittadino, non è un luogo vissuto. È dunque chiaro che va sicuramente rivisto il concetto di "riserva", senza che questo faccia sollevare le polemiche degli ambientalisti: nessuno vuole toccare le radure, né violare le specie protette, ma va trovata una mediazione perché la verità è che oggi il parco dannunziano è frequentato solo da anziani per una partitella a carte o una passeggiata con il cane, da alcuni amanti dello jogging, che però frequentano solo alcuni sentieri, sempre gli stessi, occasionalmente studiosi e ricercatori, quindi appassionati, alcune scolaresche per visite guidate da Cooperative di settore e, purtroppo, anche vandali e persone equivoche, avvistati negli spazi più riservati e interni. Manca però l’anima di ogni parco, ossia mancano i bambini, le famiglie che visitino l’area per un pic nic nel verde la domenica, e manca l’idea di un turismo immerso nel verde in mezzo alla città, come invece accade ovunque nel mondo da Hide Park a Londra a Central Park a New York».

Entro qualche settimane la commissione concluderà il giro dei vari comparti del parco per poi trarre le conclusioni. Petrelli infine ricorda come l’intera Riserva dannunziana sia affidata alle amorevoli cure di appena 5 operai, tra cui due part time per problemi di salute, più un giovane in servizio con una borsa lavoro. Quindi a Pescara la manutenzione ordinaria di una riserva di circa 53 ettari, di cui 35 di selva, 18 ettari aperti alla fruizione del pubblico, è affidata a 5 operai che cercano di fare del proprio meglio, spazzare, raccogliere le cartacce e i rifiuti, svuotare i cestini, ma è umanamente impossibile coprire tutte le attività tutti i giorni. Tutto ciò rischia di rendere la Riserva naturale dannunziana un corpo estraneo al tessuto cittadino, e non possiamo consentirlo, né quel parco può vivere per 10 giorni l’anno per le attività ricreative di qualche associazione o cooperativa impegnata nel settore ambientale che svolge sicuramente un’opera meritoria di valorizzazione degli spazi naturali, ma non basta per rendere fruibile e realmente fruito un patrimonio di quelle dimensioni.

«Due le strade che ora percorreremo», annuncia il presidente della commissione: 

«Da un lato chiederemo l’intervento dell’Ufficio Verde per la rimozione delle anomalie, ovvero l’apertura del cancello d’ingresso a nord, il ripristino della piena agibilità dei bagni, la sostituzione dei giochi rotti e delle panchine vandalizzate, l’incremento del personale addetto alla manutenzione ordinaria e magari anche l’installazione di nuovi cestini portarifiuti per agevolare la raccolta delle feci dei cani da parte dei proprietari. E sono certo di registrare, su tale fronte, l’impegno dell’assessore Santilli nel porre rimedio a tali problematiche. Dall’altro lato, però, apriremo un’interlocuzione con la Regione, in attesa che venga approvato il Pan, per aprire nuove possibilità di utilizzo di alcuni lotti della Riserva naturale, occasioni che non siano sicuramente dannose per l’ambiente, ma che comunque rendano vivibile la Riserva».

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