Lunedì, 27 Settembre 2021
Attualità Pineta Dannunziana

Le associazioni ambientaliste sulla pineta dannunziana: "Serve un direttore della riserva per risolvere i problemi"

Diverse associazioni e movimenti ambientalisti cittadini intervengono in merito al dibattito riguardante il futuro della riserva naturale e il progetto per la nuova via Pantini

Intervenire in modo organico, strutturale e costante per risolvere le criticità che da anni affliggono la riserva dannunziana, nominando un direttore esperto e competente che possa finalmente affrontare in maniera concreta i problemi e risolverli.

A parlare sono le associazioni ambientaliste e cittadine Italia Nostra, Archeoclub, Ecoistituto Abruzzo, La galina caminante, I gufi, Mila donnambiente, Le majellane,Ooltre il gazebo no filovia, Comitato Saline, Pescara Puntozero, Comitato strada parco bene comune, Comitato Saline Marina pp1 Montesilvano e Montesilvano anno zero,che intervengono nel dibattito aperto sul futuro della riserva naturale con i lavori di riqualificazione di via Pantini e l'attuale progetto dell'amministrazione comunale.

Il caso di via Pantini, spiegano le associazioni, non riguarda solo gli alberi da abbattere o da compensare, ma un quadro ben più ampio con la riserva:

E non dicano gli amministratori e i politici della città che non sanno, perché il “nostro” rappresentante, il noto scienziato e ricercatore Giovanni Damiani, nella commissione comunale, che si è svolta lunedì 3 maggio su via Pantini, ha relazionato sulle problematiche da affrontare.

I punti esposti da Damiani riguardano le recinzioni che hanno creato una sorta di vasca da bagno con problemi di vivibilità per la flora e fauna, soprattutto per la vegetazione rara e endemica.

Il degrado ambientale dell’area protetta ormai favorisce lo sviluppo di specie cosmopolite e sinantropiche, esotiche e infestanti, come ad esempio sono le palme, la canna della pampa, l’ailanto.

La Riserva è un sistema naturale, biologico e dinamico in connessione con tutti gli altri ecosistemi vicini, come il fosso Vallelunga, le fasce alberate di roverella, gli arbusteti mediterranei e i pini d’Aleppo, che rappresentano corridoi ecologici insostituibili. Non si può trasformare un complesso biologico in una zattera isolata tra strade e cemento.

La gestione inadeguata ha distrutto i funghi, fondamentali per le specie vegetali, essenziali per l'equilibrio biologico. Per questo, secondo le associazioni occorre un direttore che sappia affrontare le complesse criticità, proponendo come in passato lo stesso Giovanni Damiani che potrebbe farlo gratuitamente.

È evidente che il settore del Comune, a ciò preposto, non riesce a gestire adeguatamente l’area protetta, ma neppure il “verde urbano” di cui da anni denunciamo la pessima gestione, l’assenza della “consulta del verde” e il rispetto delle regole ambientali previsto dalle leggi nazionali.

Distruggere la fascia boscata di via Pantini, che ricade dentro i confini della Riserva Dannunziana, significa cancellare un corridoio ecologico che non può essere ripristinato e compensato, perché è il frutto dell’evoluzione naturale iniziata nei secoli passati.

Le associazioni ribadiscono che faranno di tutto per preservare la riserva naturale e salvarla per il benessere di tutta la città, superando ragionamenti economici per tutelare la salute e per questo invitano tutti i cittadini il 9 maggio a fare una passeggiata domenicale in via Pantini.

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