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Domenica, 26 Maggio 2024
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L'appello delle associazioni ambientaliste a Masci sulla pineta dannunziana: "Salviamo il legname e il futuro della riserva"

Le associazioni Italia Nostra sezione di Pescara, il gruppo unitario per le foreste italiane (Gufi), l'Archeoclub Pescara, il Touring club di Pescara e il Conalpa attaccano l'amministrazione Masci per la gestione post incendio della riserva dannunziana

Aprire subito un tavolo di discussione per salvare il legname della pineta dannunziana frutto degli abbattimenti a seguito dell'incendio del 2021. A lanciare un appello all'amministrazione comunale sono le associazioni Italia Nostra sezione di Pescara, il gruppo unitario per le foreste italiane (Gufi), l'Archeoclub Pescara, il Touring club di Pescara e il Conalpa che criticano anche duramente l'operato della maggioranza per la gestione del post incendio.

"Il sindaco di Pescara Carlo Masci e l’assessore Giovanni Santilli si sono fatti riprendere in un video all’interno del comparto della pineta dannunziana percorsa dal fuoco nel primo Agosto del 2021.  L’iniziativa è stata presa in questo periodo di campagna elettorale in cui sono candidati.  Nello spot realizzato e divulgato il primo cittadino ci ha dispensato dichiarazioni unilaterali e certezze poco suffragate dai fatti, nell’assoluta assenza di volontà di ascolto e di confronto che inutilmente chiediamo oramai da anni.  Continuano anche le dichiarazioni dell’assessore Santilli contro le associazioni di protezione ambientale, i loro esponenti, attaccati personalmente, ed i cittadini tacciati di complottare contro l’attuale giunta ogni volta che esprimono un rilevo critico ed ancor più quando chiedono rendiconti e partecipazione alle scelte: un chiaro caso di scarsa dimestichezza con le regole della democrazia e con le norme che garantiscono l’informazione e la partecipazione del pubblico; tanto egli è sordo da quell’orecchio che se gli chiediamo di nominare una Direzione come dice la Legge Regionale risponde:” Io non mi faccio imporre dei nomi!”  Si vede che il pensiero gli va automaticamente alla lottizzazione partitica."

Le associazioni poi riprendono alcune parole di Masci:

“…stiamo seguendo puntualmente quello che ci hanno suggerito tecnici ed esperti” in riferimento ad agronomi di sua fiducia ma non certo agli autorevoli componenti della commissione preposta, le cui indicazioni sono state disattese; più avanti: “tutto il legname recuperato sarà messo all’asta come prevede la legge nelle ipotesi in cui ci sono boschi incendiati.  Tutto il resto sono parole al vento, critiche senza fondamento. I pini poi sono stati messi da parte”.  

"Si aggiungono a questa vicenda le recenti dichiarazioni da parte di Ivo Petrelli, presidente della commissione ambiente. Il presidente, ragguagliato dai tecnici funzionari, afferma che la rigenerazione non è avvenuta, e che si procederà a una piantagione di latifoglie e pini, dopo una eradicazione delle piante giudicate non consone. Si afferma poi che l’area preposta non è idonea per la pineta. La confusione regna sovrana.

Da parte nostra invece cerchiamo ed abbiamo trovato nobili precedenti  al nostro interessamento alla pineta  e li richiamiamo all’attenzione del sindaco che così sbrigativamente liquida critiche e raccomandazioni: negli antichi atti del comune di Pescara si rinviene in un consiglio  comunale del 13 novembre 1912  questo intervento dell’ingegnere Antonino Liberi in cui: “teme qualche attentato al bosco” e “si raccomanda si vigili attentamente e si riaffermi –con atti energici- i diritti della cittadinanza pescarese sulla intangibilità del bosco dei pini, che è il cachet della nostra città e che racchiude in sé le più care e gloriose memorie di nostra gente antica e presente”.

Le associazioni sono dunque in disaccordo e si dicono preoccupate per l'operato dell'amministrazione comunale nella pineta, tenuta per anni senza un direttore della riserva e senza un comitato tecnico scientifica:

"Siamo costretti a scrivere queste note anche perché non abbiamo mai avuto risposta alle nostre osservazioni e sollecitazioni e neppure riscontro all’offerta di collaborazione a titolo completamente gratuito, per pianificare il restauro della pineta post-incendio, da autorità nel campo della botanica e dell’ecologia forestale nelle Associazioni Sirf (Società italiana per il restauro forestale) e Gufi (Gruppo unitario per le foreste Italiane). Ricordiamo inoltre che avevano offerto la loro opera senza alcun onere per il Comune, docenti delle università della Tuscia-Viterbo, della Sapienza – Roma, di Uppsala (Svezia), della Lorena (Francia), esponenti di vertice dell’ex corpo forestale dello Stato, e due personalità tra cui Franco Tassi, presidente del centro parchi internazionale, che sono memoria storica della Pineta perché chiamati dall’assessore Tino Di Sipio quando il Comune era in procinto di acquistare la Pineta dai D’Avalos. Molti di questi scienziati firmarono un appello pubblico di Italia Nostra in questo senso già all’indomani dell’incendio: ma furono ignorati."

Infine, le associazioni evidenziano come non ci sarebbe alcun obbligo di legge nel mettere in vendita il legname della pineta, mentre la rimozione delle grandi masse di legname sarebbe anche un errore per l'ecologia dell'ambiente considerando anche che il valore intrinseco del legname è di molto superiore a quello di mercato:

"Riteniamo in ogni caso che sia dovere almeno di evitare che il legname finisca ad essere bruciato in un impianto a biomasse, aggravando la crisi climatica per le emissioni di co2". Il presidente di Italia Nostra Massimo Palladini, da noi contattato ha aggiunto:

"Il sindaco e l'amministrazione comunale devono capire che le nostre associazioni esistono da molto prima della sua presenza in politica ed esisteranno anche dopo. Non vanno dunque denigrate in campagna elettorale le nostre associazioni che fanno critiche solo per il bene della città. Dal punto di vista tecnico, siamo preoccupati per l'attacco alla riserva dannunziana, per i lavori eseguiti che aggravano il danno dell'incendio per le ragioni che anche gli esperti hanno evidenziato come l'uso di mezzi meccanici pesanti sul suolo distruggendo la sua biodiversità. Sulla legna, essendo il principale nutriente del terreno, contribuisce alla sopravvivenza e ripresa di tutto l'ecosistema. Sulla decisione di non reimpiantare pini d'Aleppo ma altri alberi, siamo anche qui sconcertati in quanto la riserva dannunziana viene vista come una sorta di grande giardino e non un patrimonio storico ambientale secolare. Serve dunque la nomina di un comitato scientifico e tecnico con persone competente per salvare ancora il salvabile".

La lettera integrale

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