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Venerdì, 24 Maggio 2024
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All'Anas la gestione dell'asse attrezzato: 14 milioni per chiudere i contenziosi e rilanciare l'economia della Val Pescara

Soddisfatto il presidente Marsilio per l'esito di una vicenda lunga vent'anni di cui si è interessato in prima persona: il ministero riconosce come opera di valenza nazionale l'arteria stradale. Il deputato Testa (FdI): "A lavoro per la norma che consentirà il ristoro di chi vanta crediti"

Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti riconosce come propria la titolarità dell'asse attrezzato Pescara-Chieti e provvederà ad affidarne la gestione all'Anas andando a risolvere, con apposita norma, il problema dei contenziosi che da vent'anni tengono fermo lo sviluppo dell'area.

Contenziosi che riguardano i risarcimenti chiesti dai proprietari dei terreni espropriati e il credito vantato dalla società che l'opera la realizzò e tali da aver messo letteralmente in ginocchio il Consorzio industriale  “oggi oberato da debiti in maniera incolpevole”. Parole queste ultime pronunciate dal presidente della Regione Marco Marsilio che personalmente ha interessato il ministero dell'annosa vicenda determinarsi, ricorda, “negli anni '80 e '90 e fatta di espropri fatti male e procedure non concluse e non perfezionate" tradottisi in uno stallo per lo sviullpo dell'area della Val Pescara che non ha potuto, aggiunge, "dispiegare tutte le sue potenzialità compresa la Zes (Zona economica speciale)”. Per il presidente una vittoria anche personale essendosi interessato all'intera vicenda e il riconoscimento che l'asse attrezzato è pari ad un'autostrada "e come tale va trattato".  

Il ministero ha fatto il calcolo delle indennità dovute e il totale è di 14 milioni di euro. I debiti, si legge nella lettera inviata alla Regione dal capo della struttura tecnica di missione del ministero, fanno riferimento alle contestazioni sollevate da alcuni proprietari terrieri che lamentavano un risarcimento inferiore di dieci volte al valore reale del bene e al credito vantato dalla Farsura Costruzione spa oggi in fallimento per mancati o tardivi pagamenti. Ai primi sono stati assegnati 12 milioni di risarcimento, al secondo un milione e 900 mila euro con altri 580 mila euro destinati ai lotti di completamento per i quali non è stato emesso decreto di esproprio, si legge nella lettera, "ma solamente autorizzazione provvisoria all'occupazione delle aree, in parte riconosciuti con le sentenze civili del tribunale di Chieti, in parte con sentenze di corte d'appello, in parte (88 mila euro) non ancora riconosciuti, in quanto alcune ditte non hanno formalmente avviato il contenzioso".

Il Mit certifica quindi la “valenza nazionale dell'opera” e la sua strategicità per le province di Chieti e Pescara sia in riferimento ai tanti che quotidianamente la percorrono, sia al trasporto merci. L'asse attrezzato passerà quindi nella totale gestione statale con l'affidamento all'Anas. Una volta approvata la norma parlamentare che garantirà il saldo del dovuto, conclude Marsilio, si potrà anche risollevare l'economia dell'area. "Un passo gigantesco per l'economia abruzzese – conclude - che saluto con grande soddisfazione".

Un plauso al risultato ottenuto arriva dal parlamentare FdI Guerino Testa: "il presidente Marsilio sin dal suo insediamento, ha voluto affrontare e oggi risolvere l'annosa questione relativa alle problematiche sorte con l'asse attrezzato Chieti-Pescara che hanno investito anche il consorzio industriale – dichiara -. In parlamento lavoreremo sulla norma necessaria per ristorare gli aventi diritto e dare nuova linfa vitale per la crescita e lo sviluppo dell'economia dell'importante quanto strategica area che avrà un ulteriore impulso grazie alla Zes".

L'asse attrezzato fu finanziato con fondi dello Stato nel 1969 in virtù di una concessione con la Cassa del Mezzogiorno e fu aperto al traffico nel 1975 con i lotti di completamento realizzati e divenuti percorribili negli anni '80.

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