Domenica, 21 Luglio 2024
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Hanno un figlio autistico e lei è incinta, ma nonostante il reddito garantito non trovano una casa in affitto: "Ci dicono no per i bimbi"

Spera di essere smentita questa giovane mamma che ci racconta la sua storia e le difficoltà che lei e il marito hanno nel trovare una sistemazione in città dopo una breve esperienza all'estero. Il suo appello e la sua storia

La stabilità economica c'è eppure trovare una casa in affitto sembra impossibile. Quando vi avevamo raccontato di una famiglia in difficoltà nel trovare un'abitazione dopo aver visto quella di famiglia andare all'asta, avevamo anche detto di come fosse una storia tra tante. E una storia tra tante lo è davvero. Il filo conduttore però sembra essere lo stesso e se fosse davvero così avrebbe dell'incredibile: è per chi ha dei bambini che le difficoltà si moltiplicherebbero. 

Ce lo ha detto la mamma di Città Sant'Angelo che dal nostro giornale ha lanciato un appello. Ora ce lo racconta una giovane mamma di Pescara. Ha 27 anni, un bambino autistico ed è in procinto di terminare la seconda gravidanza. Dopo sei mesi all'estero con la volontà di costruire una nuova vita con il marito, il piccolo e la sorellina in arrivo, la decisione di tornare proprio per i figli. 

Qui un lavoro la coppia ce l'ha: una rivendita di auto usate. L'idea era di appoggiarsi dal cognato per un tempo brevissimo, ma quel brevissimo si sta diluendo in un tempo indefinito e il timore è di non riuscire a trovare una soluzione in tempo utile anche fosse solo per iscrivere il bambino all'asilo. La chiameremo Anna, un nome di fantasia e lo racconta con parole chiare: “quando dico che ho dei figli mi rispondono che no, i bambini no”. Si stenta a crederlo, ma al secondo racconto qualche dubbio sulla veridicità di queste parole è oggettivamente lecito.

“Non siamo persone da giacca e cravatta e non so se quando ci vedono con i tatuaggi si fanno strane idee” spiega parlando di un timore che le nasce dalle difficoltà incontrate. Un timore magari infondato, ma ciò che davvero fa preoccupare questa giovane mamma è “il fatto di avere un bambino autistico possa far pensare alle persone che possa fare danni in una casa o che comunque, essendoci dei minori, potremmo non pagare creando poi difficoltà nello sfratto”. Timori comprensibili certo in una società complessa come questa e in cui l'emergenza abitativa è reale e concreta. Per questo sente il bisogno di rassicurare. “Mio figlio è molto tranquillo. Ora è qui accanto a me, ma ha bisogno dei suoi spazi, della sua cameretta e delle sue abitudini come tutti i bambini, ancor più come quelli che come lui hanno questo tipo di problematiche. La situazione la stiamo gestendo, ma non può andare avanti per troppo tempo.  I miei tatuaggi li posso anche coprire – aggiunge -, ma mai i miei bambini”. Impossibile contraddirla.

È stata proprio lei a voler tornare in Italia dopo l'esperienza fatta all'estero e, come accennato, proprio suo figlio è stata la ragione principale. “La scuola non è come qui. I ragazzi autistici non vanno in classe con tutti gli altri bambini. Ci sono classi separate per i ragazzi disabili”. Una soluzione che non la convinceva affatto. Nonostante le cose andassero bene la volontà è stata quella di fare quel passo indietro per il bene del piccolo che temeva in una situazione simile, potesse solo avere problemi.  Insomma un plauso questa mamma, che come ogni madre mette il benessere dei propri bambini al centro del suo mondo, lo fa anche al sistema scolastico italiano, ma ora che è tempo di scegliere l'asilo che frequenterà non sapere in che zona andranno a vivere crea delle difficoltà.

La zona di residenza fa la differenza per la gestione familiare e questa è una priorità per lei e il marito. “Sto pensando di mettere cartelli sotto tutte le case possibili e immaginabili per trovare una soluzione” ci dice sorridendo e con la forza che solo una madre è capace di tirar fuori nei momenti difficili. “Siamo una famiglia tranquilla, ma qui a Pescara sembra che ormai si affitti solo a studenti, a single o coppie quando le case non sono solo per le vacanze estive”. 

Problemi economici questa famiglia non ne ha, ribadisce. “Siamo disposti a pagare anche sei mesi d'anticipo per far capire ai proprietari che si possono fidare. Vogliamo solo una soluzione soprattutto per il bene dei bambini”. Il suo insomma, è un accorato appello perché chi una casa da affittare ad una giovane famiglia ce l'ha, si faccia avanti. L'auspicio è che queste mamme che raccontano di difficoltà nel trovare case in affitto perché hanno scelto di esserlo, possano essere smentite. 


 

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