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Petizione per annullare l’esame di maturità 2021: "Serve una risposta dal governo"

Gli ideatori della raccolta firme, Dafne Serratì, Andrea Pimpini, Gianmarco Rubino e Samuele Ursino hanno condiviso ieri un aggiornamento: ora l’obiettivo è raggiungere la quota di 500.000 firme

La petizione per annullare l’esame di maturità 2021 continua a girare in tutta Italia. Al momento circa 30.000 ragazzi hanno aderito all’iniziativa. Gli ideatori della petizione, Dafne Serratì, Andrea Pimpini, Gianmarco Rubino e Samuele Ursino hanno condiviso ieri un aggiornamento: ora l’obiettivo è raggiungere la quota di 500.000 firme.

"Possiamo annullare l'esame di maturità", si legge in una nota. "Non scendiamo a compromessi (in questi giorni leggo molti studenti che chiedono una tesina o un maxi orale). Qualcuno scrive che non abbiamo appigli legali. Trovare questi "appigli legali" è compito del governo. Evidenziare il problema e condividerlo è il nostro compito! I motivi che spingono gli studenti a chiedere l’abolizione dell’esame sono tanti: un giudizio negativo agli esami, determinato da un'ora di colloquio, sulla linea dell'anno scolastico precedente, rischierebbe di rovinare un percorso di 5 anni frutto di risultati attesi e sacrifici".

E ancora: "Gli studenti che si diplomeranno quest'anno sono gli stessi studenti che hanno fatto non uno ma quasi due anni di didattica distanza. Ci sono scuole che l'anno scorso riuscivano ad offrire solo 2 ore di lezione in Dad! Molti professori, proprio in vista degli esami di stato, hanno tralasciato parte del programma del 4° anno rinunciando ad approfondire quei nodi concettuali che ci hanno comunque permesso di proseguire i nostri studi".

Viene precisato che annullare gli esami "non significherà favorire l'ignoranza, bensì evitare una "corsa contro il tempo". Togliere questa pressione a docenti e discenti consentirebbe a tutti di svolgere l'ultimo anno in piena tranquillità dedicandosi ad uno studio più fattivo e culturalmente valido e non unicamente finalizzato a superare un esame-farsa".

Infine, annullare gli esami "farebbe risparmiare i soldi per ricompensare i presidenti ed eventualmente i commissari esterni, denaro pubblico che in questo momento andrebbe riconvertito sulla Sanità. Tanti ragazzi hanno mille problemi in questo momento (c'è chi ha perso genitori e/o nonni, chi ha genitori e fratelli malati...). Anche con il rientro a scuola nulla sarebbe normale per loro".

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