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Anestetisti preoccupati per la situazione delle terapie intensive in Abruzzo, Petrini (Cts): "La pressione non diminuisce"

Flavia Petrini, presidente Siaarti e direttore dell'unità di anestesia rianimazione e terapie intensive dell'ospedale di Chieti esprime preoccupazione sul fronte dei ricoveri gravi

La pressione sulle terapie intensive in Italia non scende, ed anzi c'è preoccupazione per aclune regioni e territori come l'Abruzzo, Brescia e l'Umbria dove le soglie sono ampiamente state superate. A parlare è Flavia Petrini, presidente Siaarti (Società italiana di anestesia, rianimazione e terapia intensiva) e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts) per l'emergenza coronavirus che all'Adnkronos ha spiegato come i ricoveri gravi non diminuiscono e dunque si teme che l'arrivo delle nuove varianti possa provocare un ulteriore sovraccarico che inevitabilmente potrebbe portare ad una minore capacità di contenere la curva dei decessi.

La Petrini, che è anche direttore dell'anestesia rianimazione e terapia intensiva dell'ospedale di Chieti, ha aggiunto:

"Noi siamo clinici e quindi è comprensibile che avvertiamo questo peso e trasecoliamo davanti a una opinione pubblica che, stanca dopo un anno di pandemia, trascende da quello che è il buon senso. È chiaro che confidiamo che vista la situazione si trovino misure di buon senso da parte del nuovo governo e di noi esperti, siamo tutti consapevoliche occorre vaccinare prima possibile tutti gli italiani"

Ricordiamo che attualmente in Abruzzo sono 78 le persone ricoverate in terapia intensiva negli ospedali della regione.

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