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Ambulanza del 118 di Popoli, la replica di Albani (Referente per le emergenze) alle polemiche di Pettinari (M5S)

Oggi sul tema interviene Alberto Albani, Referente sanitario per le emergenze e direttore del dipartimento emergenza-urgenza della Asl di Pescara

Non si placa la polemica innescata ieri, luendì 22 luglio, dal vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari del Movimento 5 Stelle che aveva gridato allo scandalo segnalando in maniera netta la rimozione dell'ambulanza donata dai consiglieri regionali pentastellati al 118 di Popoli.
Oggi sul tema interviene Alberto Albani, Referente sanitario per le emergenze e direttore del dipartimento emergenza-urgenza della Asl di Pescara.

Questo quanto specifica Albani:

«L’ambulanza di soccorso avanzato della postazione 118 di Popoli (dono del M5S), lungi dall’essere rimossa, è semplicemente stata sottoposta a intervento di manutenzione della durata di poche ore. In sostituzione, è stata utilizzata un’altra ambulanza, sempre di soccorso avanzato, dotata di tutti i requisiti per essere adibita al servizio di emergenza, in ottemperanza alle leggi regionali e nazionali in materia. Il possesso di detti requisiti non è affatto venuto meno nonostante il veicolo presentasse guasti alla carrozzeria causati dalla recente grandinata, dall’eccezionale portata». 

Albani rassicura sul fatto che «l’utenza della postazione 118 di Popoli ha fruito dell’ordinaria, nonché qualificata, assistenza in emergenza – urgenza, garantita dalla professionalità degli operatori e dell’efficienza dei presidi sanitari a disposizione».

Pettinari, sempre oggi, con un nuovo post su Facebook ha aggiustato il tiro: 

«Ieri questa ambulanza è stata messa al servizio dell’ospedale di Popoli per diverse ore in queste condizioni: con il vetro spaccato e pezzi cadenti attaccati con il nastro adesivo. Ho già parlato con i vertici regionali e oggi porterò il caso in Consiglio. Chi ha autorizzato che un mezzo in tal stato potesse prestare emergenza operativa su strada dovrà rispondere all’organo politico regionale che esercita per legge le prerogative di sindacato ispettivo. È mio dovere indagare per tutelare la sicurezza degli operatori e degli utenti. Ma sono stato l’unico politico a esercitare pienamente i miei poteri di sindacato ispettivo. Altri politici, di altre forze politiche, invece di ringraziarmi hanno preferito insultare il mio operato e nascondere questo problema che avrebbero dovuto, come ho fatto io, denunciarlo ai quattro venti. Ma ora ci divertiamo. Faremo girare questa foto in tutta la Regione Abruzzo perché tutti gli abruzzesi conoscano».

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