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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Attualità Bussi sul tirino

L'allarme lanciato dagli ambientalisti del Forum H2o abruzzese: "La discarica di Bussi continua ad inquinare"

Il forum degli ambientalisti spiega che le analisi dell'Arta dimostrano come l'inquinamento del suolo sia proseguito anche dopo il posizionamento dei cappaggi

Le discariche 2A e 2B di Bussi continuano ad inquinare terreni e ambiente nonostante i capping. L'allarme è stato lanciato dagli ambientalisti del Forum H2o abruzzese che parla di tre anni persi dopo l'illegittima revoca dei dirigenti ministeriali della gara per la bonifica come dimostrano le analisi dell'Arta come spiega Augusto De Sanctis:

"La notizia del rinvenimento di veleni cancerogeni e/o tossici come tetracloroetilene, esaclorobutadiene, esacloroetano e diversi altri nella falda attorno alle discariche 2A e 2B a Bussi, vaste 7 ettari, quasi come 10 campi di calcio, confermano quello che l'Arta evidenzia da anni e, cioè, che qui inquinanti continuano ad uscire con l'acqua dalle diverse aree con rifiuti e terreni contaminati. I vari capping, cioè le coperture dei rifiuti con teli in materiali plastici, sono solo un palliativo quando in generale serve la rimozione dei rifiuti e, in questo caso, anche dei terreni contaminati" così Augusto De Sanctis del Forum H2O commenta la notizia del ritrovamento di diverse sostanze pericolose oltre i limiti di legge nella falda attorno alle discariche 2A e 2B, con 4 piezometri su 6 con superamenti delle soglie di legge per diversi parametri, nell'ambito dell'accertamento irripetibile svolto per l'inchiesta aperta dalla Procura di Pescara sul caso della mancata bonifica delle due discariche."

Ora gli attivisti ambientalisti stanno predisponendo un ulteriore dossier da inviare alla procura di Roma, che starebbe indagando per falso, omissione e omessa bonifica quattro tra i massimi vertici dirigenziali del Ministero, nel quale saranno inserite le valutazione relativa ai dati recenti sul perdurare dell'inquinamento delle falde acquifere e terreni attorno alle discariche:

"L'eventuale sussistenza di reati penali nei vari filoni sarà accertata dalla Magistratura. Quello che è certo è che per le discariche 2A e 2B  abbiamo perso tempo tre preziosi anni a causa dell'illegittima revoca, promossa dai dirigenti ministeriali, della gara per la bonifica nonostante avessimo inviato preventivamente puntuali lettere circa le criticità dell'operazione di revoca, osservazioni rimaste inascoltate. Sono dovuti intervenire Tare Consiglio di Stato per bocciare l'operato del dirigente Lo Presti che aveva sottoscritto la revoca. Nel frattempo in questi giorni abbiamo acceso di nuovo un faro anche sul cuore del Sito Nazionale per le Bonifiche, l'area industriale, vasta ben 26 ettari."

Gli ambientalisti concludono che non si vedono per ora grandi operazioni in corso per la bonifica a 13 anni dalla perimetrazione del sito, e a 5 anni dalla lettera in cui si stigmatizzavano i ritardi accumulati:

"Ritardi inaccettabili e intollerabili anche perché gran parte della zona è abbandonata non essendoci attività produttive per cui da tempo è possibile attuare qualsiasi azione necessaria per il risanamento. Per questo vogliamo capire cosa stanno facendo i vari attori, pubblici e privati"

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