rotate-mobile
Mercoledì, 6 Luglio 2022
Attualità Popoli

Gli ambientalisti non mollano sugli alberi tagliati nella riserva di Popoli: "Uno scempio, la Regione deve intervenire" [FOTO - VIDEO]

Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Pescara, le associazioni hanno esposto le dure critiche per il taglio degli alberi nella riserva regionale replicando anche alle dichiarazioni fatte dall'amministrazione comunale di Popoli

Uno scempio inaccettabile il taglio di querce, ginepri, salici, pioppi all'interno della riserva naturale "Sorgenti del Pescara" di Popoli, con la Regione Abruzzo che deve immediatamente intervenire per tutelare il patrimonio verde delle aree protette di competenza. A dirlo le associazioni Salviamo l’Orso, Lega Italiana Protezione Uccelli e Stazione Ornitologica Abruzzese che hanno illustrato con foto e video le motivazioni che hanno portato alle dure critiche mosse nei confronti dell'amministrazione comunale e della gestione della riserva naturale.

Un problema che, secondo gli ambientalisti, riguarda moltissime aree verdi tutelate del nostro territorio, ribadendo che nella riserva "Sorgenti del Pescara" sono avvenuti due interventi:

"Il primo è stato fatto lungo il sentiero Canapine. E’ stata addirittura aperta una pista di esbosco dove prima vi era un sentiero di poche decimetri di larghezza, tagliando decine di alberi di grandi dimensioni e tantissimi di più piccoli. A cadere sotto le motoseghe pioppi, salici, querce, ginepri e altre specie. Hanno tagliato molti alberi che erano vivi e in piedi oltre a intervenire su alcuni alberi che erano, a detta dell’assessore Mario Lattanzio presente al sopralluogo, inclinati o a terra. Il secondo, avvenuto pochi giorni dopo il primo e sempre in piena stagione riproduttiva, e oggetto del nostro comunicato dell’8 giugno, ha riguardato diversi enormi e magnifici salici proprio all’ingresso delle sorgenti.

Le associazioni ricordano che l’area è un sito di interesse comunitario dove ogni intervento deve essere preceduto da una Valutazione di Incidenza Ambientale, con uno studio che deve essere reso pubblico attraverso un avviso alla cittadinanza per far pervenire, entro 30 giorni, le eventuali osservazioni. La decisione deve essere pubblicata sul sito dell’ente e lì deve rimanervi per diversi anni. Di tutto ciò non siamo riusciti a trovare traccia sul sito del Comune di Popoli. Facciamo anche notare che oltre a diverse specie di chirotteri e uccelli protetti a livello internazionale che si riproducono proprio sugli alberi di grandi dimensioni, la Riserva ospita uno degli insetti più rari d’Europa, l’Osmoderma eremita, addirittura prioritario per la Ue. Anche questa specie è strettamente legata agli alberi vetusti.

Alberi tagliati riserva naturale Popoli

In relazione alle motivazioni addotte, per ora solo a mezzo stampa e senza mostrare un solo atto, dal Comune di Popoli, che sostiene la necessità di riaprire con un finanziamento regionale il sentiero Canapine chiuso da anni per la presenza di alberi pericolanti al fine di ospitare scolaresche, facciamo notare che, a parte le questioni autorizzative su cui torneremo con più dettagli nelle prossime settimane, vi sono numerose ed evidenti contraddizioni e questioni letteralmente infondate che già ora possono essere qui sotto brevemente evidenziate:"

Secondo gli ambientalisti, un conto è tagliare qualche raro albero inclinato, un conto è abbattere decine di alberi in piedi: "Altrimenti il Parco della Majella dovrebbe abbattere per primo tutti o quasi gli alberi del secolare bosco di sant'Antonio visitato da migliaia di persone! Sa il Comune di Popoli quanti alberi cadono naturalmente ogni anno lungo i sentieri del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise? Tagliamo tutti i boschi vetusti? I sentieri possono essere deviati oppure interdetti nei periodi di maggior rischio e in particolari condizioni. A mero titolo di esempio, uno dei salici tagliati all’ingresso poteva essere tranquillamente risparmiato spostando di pochi metri una staccionata.

Sulle specie tagliate, le associazioni dichiarano che il taglio ha riguardato non solo pioppi come dichiarato dal Comune ma anche querce, ginepri e salici: "Quale problema di sicurezza, ad esempio, può dare una roverella di 40 cm di diametro? E un ginepro? Inoltre, per i pioppi, una conto è fare una progressiva selezione negli anni un conto è tagliare contemporaneamente e in periodo riproduttivo decine e decine di alberi di enormi dimensioni che svolgono molteplici funzioni ecologiche"

Sul periodo di taglio, per gli ambientalisti ammesso che su alcuni alberi si dovesse intervenire, è assurdo farlo in pieno periodo riproduttivo, considerando che è anche vietato dalle attuali norme.

"Il sentiero Canapine, come noto a tutti i frequentatori delle Sorgenti del Pescara e come emerge nelle foto divulgate dal comune era largo pochi decimetri. Nelle aree protette di tutto il mondo se si deve intervenire su un raro albero caduto o inclinato su un sentiero non si apre una pista per mezzi meccanici nel cuore della riserva e mentre nidificano gli aironi a pochi metri ma si interviene in autunno tagliando esclusivamente la porzione di tronco che ostacola o mette a rischio il cammino. Se si reputa opportuno asportare parte del legname come ammesso dal comune si può tranquillamente operare con i muli come si fa addirittura fuori dalle aree protette nei tagli boschivi commerciali. In realtà la quantità di legname è direttamente proporzionale al taglio drastico che è stato effettuato, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di asportare fuori dalla riserva neanche un quintale di legna. Chi ha preso in carico questa legna, quale quantità, con quali autorizzazioni e per quali finalità lo sapremo una volta che avremo gli atti."

Secondo le associazioni nella riserva sono sono susseguite negli ultimi mesi vicende gravi, come il boom di presenze a Pasquaetta o l'occupazione irregolare delle sponde per le attività di caonistica:

"La dirigente si era anche piccata per la diffusione delle inequivocabili foto di Pasquetta tanto da fare un comunicato di autodifesa del tutto fuori luogo visto che poco dopo la Giunta Comunale ha varato il numero chiuso nei giorni di principale afflusso come da noi richiesto." In merito alla questione sollevata dal Comune sul sopralluogo congiuto, le associazioni concludono:

"Solo un accenno merita un ulteriore passaggio del comunicato del comune, non corrispondente al vero, e, cioè, che il sopralluogo congiunto sia stato fissato prima del nostro comunicato stampa dell’8 giugno. Le associazioni, dopo diverse segnalazioni pervenute circa motoseghe in azione, il 22 maggio scorso hanno inviato una lettera urgente al comune chiedendo spiegazioni sugli interventi in atto facendo notare che i lavori si svolgevano nel pieno del periodo riproduttivo degli animali con decine di nidi di picchi, merli, verzellini; di svolgere un sopralluogo congiunto urgente; di avere accesso agli atti dei progetti.

Alla nota seguiva prima una telefonata di sollecito all’assessore Mario Lattanzio e dopo, il 31 maggio, un altro sollecito via whatsapp. Passati invano altri 8 giorni, le associazioni alle 13:59 dell’8 giugno inviavano alle redazioni e a tutte le chat un primo comunicato. Alle 14:17, guarda caso, venivano contattate dall’assessore Lattanzio per prendere appuntamento. Spiace che un’amministrazione e un’istituzione debbano ricorrere a certi metodi di comunicazione che a nostro avviso qualificano chi li adotta.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Gli ambientalisti non mollano sugli alberi tagliati nella riserva di Popoli: "Uno scempio, la Regione deve intervenire" [FOTO - VIDEO]

IlPescara è in caricamento