Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Esce "Alestalé", il secondo album del cantautore pennese Setak

Il disco viene pubblicato oggi, 13 maggio, accompagnato dal videoclip di "Jù ‘nderre", brano scritto dall'artista per suo nipote. Etichetta Cazzimma Dischi, distribuzione: Believe Digital

Viene pubblicato oggi, 13 maggio, "Alestalé", il secondo album del cantautore pennese Setak. Il disco esce accompagnato dal videoclip di "Jù ‘nderre", brano scritto dall'artista per suo nipote: «Questa canzone racconta di un padre che parla a un figlio appena nato - racconta Setak - La dedico a mio nipote, all'imprevedibile botta emotiva che mi ha dato la sua nascita». Etichetta Cazzimma Dischi, distribuzione: Believe Digital.

Anticipato da "Quanda sj ‘fforte" e "Coramare", "Alestalé" comprende 12 pezzi scritti e composti da Setak e Fabrizio Cesare che ci riportano uno spaccato dei nostri giorni: ci sono cose che non si possono cambiare in “E indande pjove”, e altre che invece hanno bisogno del nostro impegno per essere affrontate con forza, come in “Alestalé”, la title track. 

C’è la violenza, inutile e arrogante di “Quanda sj ‘fforte”, e il voler rifuggire da persone e comportamenti ambigui (“Ninn’è ‘cchjiù" e “Ma tu mó chj vvu' da me”). Si canta dell’amore “Aspitte aspitte”, dell’amore del padre per il figlio appena nato (“Jù ‘nderre”), della complicità che passa attraverso gli sguardi in “Facile” e delle tradizioni che possono essere tramandate, come in “Lu juste arvè”, il brano cantato insieme al compaesano Mimmo Locasciulli

Ospiti dell’album anche Francesco Di Bella e la tromba di Fabrizio Bosso, che duettano con Setak in “Coramare”. “Camillo” invece è un brano ibrido, mezzo in dialetto mezzo in italiano che parla della tendenza a trovare sempre un capro espiatorio che ci faccia scappare dalle nostre responsabilità’ soggettive.

«Alestalé è nato con lo stesso spirito del mio album precedente, Blusanza - racconta Setak - ma è più immediato, più muscolare, e per certi aspetti anche più politico. L’album prende il nome dal brano “Alestalé”, che in abruzzese vuol dire ‘in fretta’. In realtà il disco sarebbe dovuto uscire lo scorso maggio, ad un solo anno di distanza da Blusanza, ma abbiamo deciso di soprassedere un attimo per capire che cosa stava succedendo. Nonostante il periodo disarmante che stiamo ancora vivendo, ho pensato che non avesse più senso aspettare. Non è facile vivere serenamente sapendo che hai un disco pronto da un anno nel cassetto, e ora finalmente potrò farvelo ascoltare, sperando di poterlo presto suonare sui palchi di tutta Italia».

 

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