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Alessio Capacchietti, il giovane pescarese che ha conquistato Camden Town con 'rostelle' e canaletta

Uno street food nel cuore di uno dei mercati più importanti di Londra e, presto, un ristorante 100 per cento made in Abruzzo: la storia 'casereccia' che fa bene a cuore e gola

Se vi trovate nel mercato di Camden Town, uno dei più importanti di Londra, e vi dovesse sembrare di sentire nell'aria odore di casa, non vi state sbagliando. Un accento pescarese doc, arrosticini abruzzesi doc, vino rigorosamente dell'amata patria, taglieri di pecorino e salumi caserecci, pane condito con olio extravergine d'oliva della terra natìa e, per chiudere in bellezza, quel bicchierino di “genzianella” o ratafìa che ti riconcilia con il mondo e ti toglie un po' di nostalgia. Questo è quello che troverete fermandovi allo street food del 32enne pescarese Alessio Capacchietti, che a soli vent'anni ha deciso di volare verso la capitale britannica per costruire lì il suo futuro.

A testa bassa, Alessio, ha iniziato come lavapiatti, per poi negli anni affermarsi nel mondo della ristorazione, diventando prima cuoco e poi responsabile di cucina, specializzandosi anche nel lavoro di sala, arrivare ad essere responsabile di ristorante e ritrovarsi a servire, nei più prestigiosi club londinesi nel quartiere di Mayfir come Annabels ed Amazonico, persone come Madonna, Elthon John o Armani. Eppure come dice lui stesso, “mamma sono lontano, ma non dimentico casa”.

Per Alessio l'Abruzzo è sempre nel cuore: ora, è anche nel cuore di Londra e presto sarà, poco distante da lì, anche in un ristorante 100 per cento 'Made in Abruzzo', “dove tenteremo di far capire agli inglesi – ci dice Alessio – che un piatto di mugnaia al sugo e due pallotte cac’e ov’ sono molto meglio di uova, bacon e fagioli”.

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“Il cuore ce l'ho sempre avuto a Pescara – ribadisce il ragazzo che ha portato la 'rostella' a Camden Town con tanto di canaletta e carbone – Organizzo l'Abruzzo Day, ogni anno in un luogo diverso della città, dove la comunità abruzzese si riunisce, mangia arrosticini, chiama dj abruzzesi e organizza stand gastronomici con i prodotti della nostra terra”. Vere e proprie rimpatriate di una comunità corposa, ci racconta da amministratore della community facebook “Abruzzesi a Londra”.

Non è sempre stato facile, confessa: il momento di crisi c'è stato ed arrivato in concomitanza con la pandemia. Per un po' Alessio ha deciso di allontanarsi dal mondo della ristorazione e si è reinventato autista Huber fino a quando un imprenditore abruzzese non lo ha contattato per aprire uno street food tutto "casereccio" nel cuore del famoso mercato. Ci è voluto poco ad alzare l'immaginaria saracinesca e altrettanto poco a diventare punto d'incontro di tanti conterranei di passaggio e tanti altri che vivono nella metropoli. Tra i clienti, ci racconta, anche una signora di Montebello di Bertona che il resto del tempo lo passa a selezionare il thé per la casa reale. Tutta roba abruzzese insomma, di cui andare fieri.

Ogni settimana nell'aria si disperde il profumo di 8mila arrosticini che fanno breccia nel cuore dei londinesi attratti anche dalla sponsorizzazione "on the road di Alessio" e company: ai passanti porgono veri e propri mazzi di arrosticini cui segue, a dimostrazione dell'apprezzamneto,l'acquisto di altri. Noi lo sappiamo bene: gli arrosticini sono come le ciliegie, uno tira l'altro. Per renderli più british, ci confessa Alessio, agli stranieri in patria, cioè i non abruzzesi, gli arrosticini vengono serviti con marmellata al peperoncino, con il pecorino e la focaccia. Montepulciano, Cerasuolo e Trebbiano fanno il resto. Insomma, se vi trovate a Londra, anche se vi doveste trasferire, Alessio vi aspetta a Camden Town per farvi sentire a casa e, ci assicura, anche per darvi una mano a sistemarvi nel modo migliore. Con un amaro abruzzese tutto, ne siamo certi, diventerà più dolce.

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