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Lunedì, 26 Febbraio 2024
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Alberi morti lungo corso Vittorio Emanuele, il Conalpa: "Non sono stati curati ed annaffiati"

Il coordinamento nazionale alberi e paesaggio chiede un cambio di metodologia nella gestione del verde in città e dà alcuni consigli sottolineando che il problema riguarda tutta la città

Gli alberi di corso Vittorio Emanuele “sono morti perché non sono stati curati ed innaffiati”. Ad affermarlo dopo i sopralluoghi effettuati è il Conapla (Coordinamento nazionale per gli alberi e il paesaggio) che chiede di rivedere la metodologia di gestione per assicurarsi che le piante sopravvivano. “Non basta solo piantare alberi per fare numeri, occorre fare monitoraggio, pianificare azioni di cura nel tempo in quanto stiamo parlando di esseri viventi e non di semplici oggetti”, ammonisce il coordinamento entrando nella vicenda per la quale il consigliere comunale Mirko Frattarelli (Sclocco sindaco) aveva parlato di “presa in giro” ai danni dei cittadini costata 350mila euro. “Il caso degli alberi di corso Vittorio – incalza il Conalpa - è solo la punta dell'iceberg di un problema più articolato che colpisce tutta Pescara. Le condizioni pedologiche avverse dei terreni, la compattazione e impoverimento degli stessi, la mancanza di acqua: nessun albero nuovo può sopravvivere in queste situazioni”, chiosa.

“Come spiega il nostro comitato scientifico, la vita media di un nuovo albero in città è di soli otto anni – sottolinea il coordinamento -. Questi sono dati ufficiali. Tra i fattori esterni quello che fa più danni è senza dubbio la siccità. Gli alberi vanno bagnati non poco ma abbastanza. E vanno bagnati anche e soprattutto, visto l’andamento degli ultimi anni, in inverno. La pacciamatura, la più ampia possibile con uno strato alto non più di 5 centimetri, con scarti triturati di potatura ritarda l’evaporazione di acqua, la trattiene nel terreno e negli strati superficiali, apporta sostanza organica. Da consigliare sempre e comunque. Non capiamo infatti perché ci si ostini a impiegare come materiale pacciamante materiali inerti quali lapilli, ghiaia, vetro, sassi. Intorno agli alberi in città occorre ripetere il più possibile quello che accade in Natura. Possono risultare utili le aggiunte al terreno di idro ritentori biodegrabili che trattengono l’acqua e la ricedono gradualmente contribuendo a evitare stress idrici.

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