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Domenica, 26 Maggio 2024
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Aggressioni agli autisti del trasporto pubblico, l'Ugl Autoferro: "Abbandonati da Tua e Regione, ridateci la dignità lavorativa"

La sezione regionale del sindacato denuncia una totale mancanza di sicurezza per chi ogni giorno si mette alla guida di un autobus e torna a chiedere interventi immediati denunciando il silenzio delle aziende e le istituzioni criticando in particolare la Tua anche sul problema dell'evasione tariffaria

“Oggi fare l'autista non è un più un lavoro ma una sfida, un rischio, un'avventura quotidiana”. A dichiararlo tornando a denunciare una situazione che sarebbe ormai diventata insostenibile, ma che va andrebbe avanti nel silenzio della politica e della stessa società di trasporto pubblico, in particolare la Tua, è l'Ugl autoferro Abruzzo per voce del segretario organizzativo regionale Fabrizio Mancini che torna a sollecitare proprio quest'ultima perché si agisca e in fretta installando strumenti che garantiscano sicurezza, ma anche aumentando il numero dei controllori lavorando in sinergia con le forze dell'ordine. Oggi, denuncia ancora il sindacato, la categoria sarebbe semplicemente stata abbandonata al suo destino.

Una vita quella degli autisti ormai fatta, rimarca il sindacato di “aggressioni, minacce e vandalismi”. Ultimo episodio in ordine di tempo per quanto riguarda Pescara, quello avvenuto nei primi giorni di febbraio nel terminal bus dell'area di risulta dove un autista è stato colpito con un pugno a un occhio da due minorenni.

“Essere responsabili, professionali, attenti e abili alla guida, non sono più requisiti necessari al giorno d’oggi – sottolinea quindi il sindacato -. Prima che il tutto degeneri è necessario un intervento deciso e determinato da parte di tutte le Aziende di Trasporto a tutela degli operatori di esercizio. Che siano telecamere con una centrale operativa h24 piuttosto che una maggiore presenza di verificatori di titoli di viaggio e controllori a bordo, oppure con una collaborazione con questure e prefetture per un pronto intervento con numeri diretti e dedicati magari richiedendo anche una maggiore presenza delle forze dell’ordine quantomeno nei terminal, o altro ancora, non importa, purché si lavori in assoluta sicurezza” precisa. “Che le aziende fossero assenti nei confronti delle esigenze degli autisti lo si era capito già da tempo con turni al limite della regolarità e della decenza lavorativa, ma che addirittura venissero abbandonati a sé stessi, questo no, non lo possiamo accettare”, tuona l'Ugl autoferro.

“Nel caso di Tua, purtroppo senza successo, abbiamo più volte invitato tutti i vertici a salire a bordo dei pullman per rendersi conto di quanto accadeva sulla strada, dalle oggettive difficoltà lavorative di un conducente alla guida, alle proteste degli utenti finanche troppo accese, dalla mancanza di un regolamento vettura a bordo che norma il trasporto e il comportamento degli utenti all’assenza totale di indicatori adesivi di salita e discesa, dalla precaria manutenzione dei mezzi con spie sempre accese alla scarsa pulizia degli stessi. Niente da fare – prosegue il sindacato - , si preferisce governare dietro una scrivania usando carta e penna”.

Quindi l'evasione tariffaria che, sostiene l'Ugl, è un altro capitolo del problema. “Le aziende, in barba all’accordo nazionale dove le stesse si impegnavano a combattere l’evasione tariffari, l'hanno tradotto in un nulla di fatto. Addirittura nella società Tua se un verificatore di titoli di viaggio sanziona chi ne è sprovvisto, al povero lavoratore di turno il direttore di esercizio invia contestazione disciplinare. In tutto questo il consiglio d'amministrazione e la stessa Regione Abruzzo che ne è proprietaria, da anni fa orecchie da mercante”, ribadisce l'Ugl.

“La strada è un’altra cosa, racconta la vita e lo stress quotidiano di un autista, ma anche degli studenti, dei lavoratori, delle casalinghe, dei pensionati, racconta i ritmi di vita ormai estremi di un’intera società. Continui rifiuti da parte delle aziende ad ascoltare i lavoratori, strategie e scelte discutibili, prospettive future assenti. Passi tutto e anche niente, ma per cortesia – conclude il sindacato -: restituiteci la dignità lavorativa”.

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