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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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La denuncia dell'Ugl: "Inaccettabili le numerose aggressioni subite dagli autisti di Tua"

Il sindacato Ugl: "L’argomento aggressioni è un tema molto delicato che però, se vogliamo, parte da molto lontano e affrontato con non la corretta rilevanza da parte di Tua"

«Iniziano a essere veramente inaccettabili le numerose aggressioni subite dagli autisti di Tua fino a oggi. Ad Avezzano la soluzione è stata quella di contrattualizzare una ditta esterna di guardie giurate dopo una serie di aggressioni e vandalismi. Impensabile che questa sia la soluzione per tutto il territorio abruzzese. L’argomento aggressioni è un tema molto delicato che però, se vogliamo, parte da molto lontano e affrontato con non la corretta rilevanza da parte di Tua».
A parlare sono il segretario provinciale dell’unione territoriale Chieti/Pescara dell'Ugl, Armando Foschi e il vicesegretario Fabrizio Mancini.

«Oggi», spiegano i due sindacalisti, «le aggressioni avvengono per due motivi: il primo è perché gli utenti salgono sui pullman senza biglietto e si rifiutano di farlo a bordo, il secondo perché vengono richieste fermate inesistenti e gli autisti, giustamente, proseguono per il loro percorso».

Poi Foschi e Mancini proseguono: «Ricordiamo che per l’argomento “fermate” esiste un verbale del 19 ottobre 2023 della prefettura di Chieti durante un incontro per la seconda fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione chiesto dal segretario regionale Ugl Autoferro Giuseppe Lupo, avvenuto anche in presenza del dottor Core della Regione Abruzzo che si occupa dell’argomento, e che noi riportiamo integralmente: “…… Il Dott. Venditti concorda con l’obbligo di non fermarsi in zone non segnalate e, pertanto, l’autista non può agire secondo libero arbitrio, ma si deve attenere alle regole indicate dalla società e quindi: se segnalata, l’autista ha l’obbligo di fermarsi e far scendere i viaggiatori che lo richiedono; laddove la fermata non è segnalata, l’autista non deve fermarsi malgrado la richiesta del viaggiatore presente in vettura o nel caso di richiesta dell’utenza dalla strada. Contravvenendo a queste regole, infatti, l’autista dovrà necessariamente essere sanzionato. All’esito degli interventi delle parti convenute, La Dott.ssa lurescia invita la UGL a segnalare al Dott. Core le fermate non segnalate o quelle attualmente presenti e più pericolose, soprattutto alla luce del nuovo CdS, in modo che la Regione possa prendere i provvedimenti più opportuni e ribadisce quanto già ribadito dal Dott. Core, ovverosia che in caso di assenza di segnaletica o palina la fermata non si può effettuare. ……”».

Così concludono Foschi e Mancini: «A oggi l’azienda non ha né preso una posizione in merito né emanato eventuali comunicazioni od ordini di servizio a riguardo. Si è lasciato tutto a discrezione degli autisti. Inammissibile. Identico problema per l’evasione tariffaria, che sfocia anch’essa nelle aggressioni. Anche qui, la soluzione è stata quella di contrattualizzare una ditta esterna anziché puntare concretamente sul personale interno. Ricordiamo a Tua che sta amministrando denaro pubblico e, come già evidenziato in un precedente comunicato della segreteria regionale Ugl Autoferro, utilizzarlo senza criterio né giudizio non è corretto né verso i propri dipendenti né verso i contribuenti. Un incremento del personale interno in qualità di verificatori titoli di viaggio e controllori, risolverebbe gran parte dei problemi. La loro costante presenza porterebbe a disincentivare le aggressioni sia per l’evasione tariffaria con il rifiuto di effettuare il biglietto, sia per la richiesta di fermate inesistenti e inopportune che potrebbero anche rivelarsi pericolose per gli utenti stessi. Eppure basterebbe effettuare una “campagna di sensibilizzazione” verso l’utenza per queste due problematiche, perché dove purtroppo si può incorrere nell’inciviltà, subentra l’insegnamento e l’educazione ma, a oggi, Tua non fa né l’una né l’altra. Oltretutto, fattore molto grave specie per un’Azienda pubblica, dobbiamo segnalare che oggi in TUA è inesistente un regolamento vettura a bordo, che regola il trasporto e il comportamento degli utenti. Di conseguenza, allo stato attuale, ognuno si sente in diritto di agire come meglio ritiene opportuno. Di soluzioni ce ne sarebbero tante, ma al momento sarebbe anche sufficiente effettuare una “campagna di sensibilizzazione” verso l’utenza per queste due problematiche, perché dove purtroppo si può incorrere nell’inciviltà, subentra l’insegnamento e l’educazione ma, a oggi, Tua non fa né l’una né l’altra».

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