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Aggressione a Rancitelli, Azione Civile: "Siamo tutti Piervincenzi, Chierchini e Timossi"

Il movimento politico fondato dall'ex magistrato Ingroia condanna l'episodio avvenuto al "Ferro di Cavallo" con l'aggressione alla troupe di RaiDue

Dura condanna per l'aggressione ai giornalisti Piervincenzi, Chierchini e Timossi avvenuta qualche settimana fa a Rancitelli. Azione Civile, movimento politico fondato dall'ex magistrato oggi avvocato antimafia Antono Ingroia, interviene sull'episodio avvenuto ai danni della troupe di Raidue.

PARLANO GLI AGGRESSORI DEI GIORNALISTI RAI

Il movimento ricorda come Piervincenzi già lo scorso anno accese i riflettore sul "Ferro di Cavallo" in occasione dell'omicidio di Alessandro Neri, definandolo un hub commerciale del narcotraffico, controllato da alcune famiglie rom sinti. Solo Raspa, Pettinari e Di Pillo fino ad ora hanno mostrato concretamente di voler denunciare la situazione di illegalità ed omertà che si vive in quella zona:

In Abruzzo ci sono clan attivi nel traffico nazionale e internazionale di droga, riciclaggio e reimpiego “di proventi illeciti nell’acquisto di esercizi commerciali, di immobili o in attività di natura usuraria” anche “tramite insospettabili prestanome collegati ai clan campani”, come riporta anche l’ultimo rapporto pubblicato della Direzione Nazionale Antimafia. L’aggressione a Rancitelli, per chi non vuol mentire sapendo di mentire per omertà o convenienza, è un triste deja vu di tanti
piccoli e grandi episodi della cronaca abruzzese.

Non distante dal “ferro di cavallo” nell’agosto scorso fu pestato davanti ad un bar un ragazzo nigeriano. Un anno fa il Sindacato degli Inquilini denunciò uno stato d’assedio in via Rigopiano/Passo della Portella con gang che “si fanno la guerra per spartirsi il territorio” e “bande di soggetti che girano armati di coltelli e pistole, che spacciano droga, minacciano e picchiano le donne del quartiere che osano ribellarsi”.

Azione Civile chiede a tutti di condannare il grave atto avvenuto a Rancitelli, a partire dalle associazioni e dai politici che dedicano solitamente fiaccolate e cortei per la legalità, ma che in questo caso hanno taciuto.

E tacciono anche i nuovi e vecchi che fanno riferimento al ventennio più buio e nero della storia d’Italia. Sempre pronti a strumentalizzare ogni episodio anche minimo, a fomentare venti impetuosi. Chissà, vedendo certi appoggi degli Spada ad Ostia non c’è neanche da stupirsi

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