Sabato, 13 Luglio 2024
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L'emozionante arrivo dei bambini ucraini oncoematologici: ad accoglierli c'era l'Agbe

La notte scorsa l'atterraggio in aeroporto e il trasporto in ospedale di due dei piccoli messi in salvo, l'associazione: "Hanno camminato per giorni per raggiungere la Polonia, li seguiremo per tutto il percorso terapeutico"

Quattro bambini ucraini che già combattevano la loro guerra personale contro patologie oncoematologiche, sono atterrati la notte scorsa a Pescara: due di loro potranno proseguire le loro cure all'ospedale Spirito Santo con gli altri due che, come prevede la Cross (Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario), lo faranno in altre strutture italiane. Una "lunga notte" quella dell'Agbe (Associazione genitori bambini emopatici) di Pescara, che li ha attesi in aeroporto. L'associazione è impegnata da oltre vent'anni a garantire accoglienza e sostegno alle famiglie dei piccoli pazienti durante tutto il percorso terapico. I quattro piccoli di 3 mesi, 6 anni e due di 10 anni, sono arrivati da Pisa con un aereo della guardia di finanza insieme a due mamme di 29 e 35 anni e una nonna di 67. “Li abbiamo attesi per tanti giorni con il desiderio di potergli offrire una casa e le terapie necessarie - scrive l'Agbe su facebook -. Abbiamo appreso del rischio interruzione terapie per i bambini ucraini a causa dei bombardamenti e subito abbiamo cercato contatti e intermediari per poter offrire accoglienza in casa Agbe Trenta ore per la vita”. Ad aspettarli al loro arrivo c'erano il presidente Achille Di Paolo Emilio, il vicepresidente Giovambattista Colangelo, il direttore della Uoc di Ematologia Mauro Ianni, Daniela Onofrillo e Antonella, dottoresse della sezione di oncomeatologia pediatrica, la psiconcologa Pierpaola Sciarra e l'equipe infermieristica e gli amici della Croce Rossa. E la storia di questi piccoli e chi li ha accompagnati ti stringe il cuore. Hanno camminato per giorni da Odessa e Mykolaiv, le loro città di provenienza, per arrivare in Polonia, spiega L'Agbe. Ora sono al sicuro. Nessuno di loro parla italiano, ma grazie al supporto di un giovane studente di Pescara, figlio di genitori Ucraini, anche il problema della comunicazione è stato risolto.

“Con grande gioia i medici hanno appurato che i protocolli in atto in Ucraina erano gli stessi di Pescara per cui i bambini proseguiranno senza impedimenti le loro terapie e noi siamo finalmente felici di sapere che sono al sicuro in un ambiente caldo e accogliente. L’Agbe li ospiterà per tutta la durata delle terapie dei bambini provvedendo a fornirgli tutto ciò di cui avranno bisogno: viveri, medicinali, vestiti”. Quindi l'appello a chiunque volesse dare una mano. L'invito è quello di contattare l'associazione, “saremo felici di sentire l’affetto e il calore che accompagna da sempre la nostra grande famiglia”.

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