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Lunedì, 27 Giugno 2022
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Aca, Giovanna Brandelli confermata presidente: per lei il pieno sostegno dei sindaci

Riletta con 41 voti a favore e 27 contro, per chi la sostiene la gestione attuale ha determinato un cambio di passo, ora si pensa al futuro puntando sullo sviluppo sostenibile, ma il primo passo è cambiare il nome per dare un taglio netto con il passato

Pieno sostegno dai sindaci: Giovanna Brandelli è stata confermata presidente dell'Aca con 41 voti a favore e 27 contrari su 69 votanti. Sia per lei che per chi l'ha sostenuta ora per l'Azienda comprensoriale acquedottistica si apre una nuova fase orientata allo sviluppo sostenibile e il dialogo con i territori, ma il primo passo, come annuncia Brandelli, potrebbe essere il cambio di nome dell'Azienda. Un cambiamento simbolico, sottolineano sia lei che i primi cittadini, che testimoni un cambio di passo rispetto alle troppe criticità che quell'acronimo, Aca, evoca.

“La conferma alla guida della governance Aca per il secondo mandato di Giovanna Brandelli è la conferma della bontà delle azioni messe in campo sino a oggi nel risanamento di un’azienda che, dopo anni di cattiva gestione, comincia a rivedere la luce”, dichiarano congiuntamente Carlo Masci, Ottavio De Martinis, Matteo Perazzetti, Maurizio Giancola, Giorgio De Luca, Andrea Scordella, Piergiorgio Ferretti e Gilberto Pietrucci, sindaci rispettivamente di Pescara, Montesilvano, Città Sant'Angelo, Scafa, Manoppello, Silvi, Atri e Penne che alla Brandelli hanno assicurato il sostegno. “Ora si volta pagina, iniziando a programmare un futuro fatto di opere, di investimenti, di infrastrutture, cominciando con il cambiare nome all’Aca perché è evidente che l’azienda odierna non ha più nulla a che fare con quella del passato finita con un concordato. Gli ultimi due anni sono stati campali anche per la gestione dell’Aca, tra l’emergenza idrica, la crisi pandemica e poi quella bellica – proseguono i sindaci – eppure, nonostante le difficoltà generali, l’Aca è riuscita a continuare il percorso di ripresa. Con il secondo mandato si apre una nuova fase che, se è vero come anticipato che l’emergenza idrica dovrebbe essere meno pesante degli anni precedenti, impone a tutti, anche ai cittadini, di assumere la consapevolezza che l’Aca è oggi un’azienda seria, capace di vigilare, che a breve farà partire gli investimenti previsti nel Piano nazionale di rinascita e resilienza per il rifacimento delle reti groviera, per incrementare la depurazione che ci ha permesso di conquistare la Bandiera Blu su Pescara per il secondo anno consecutivo, e che è ora anche di mettere in campo un’operazione d’immagine che parta dal cambiare nome all’Aca proprio per segnare un punto di svolta tra ciò che oggi rappresenta l’azienda e il passato, dimostrando che le pessime abitudini sono state definitivamente eradicate”.

La rieletta presidente da parte sua ringrazia i primi cittadini per il sostegno e sottolinea che oggi, in assemblea, c'erano tutti “a testimoniare la voglia di partecipare”. Brandelli conferma: secondo mandato e nuova fase ovvero “quella in cui pian piano usciamo dal concordato che è stato onorato al 93 per cento, e pensiamo agli investimenti, alle opere da realizzare per i nostri territori, finalmente potremo fare mutui ricorrendo ai greenbond, destinati allo sviluppo sostenibile. Abbiamo attraversato la tempesta perfetta, ogni giorno del mio primo mandato è stato un giorno di emergenza”, aggiunge riferendosi alla siccità, il covid e ora la guerra. “Ne siamo usciti bene”, sottolinea. La neo rieletta presidente annuncia che a breve sarà presentato un nuovo bilancio consuntivo “che ci permetterà di prestare una ulteriore maggiore attenzione nei confronti dei territori, finalmente confrontandoci in presenza con i sindaci con i quali per due anni ci siamo visti e sentiti da remoto, con riunioni on line e le relative difficoltà di comunicazione. Il nostro obiettivo come servizio idrico - conclude - resta quello di servire i territori e non di servire noi stessi, e sicuramente cambiare il nome dell’Aca è un ottimo inizio perché oggi quella sigla evoca momenti critici del passato. Oggi vogliamo trasmettere un messaggio positivo, vogliamo portare investimenti, adeguare le reti e sicuramente non ci basteranno i fondi del Pnrr”.

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