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Mercoledì, 24 Aprile 2024
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Sport e abusi sui minori, l'università "Gioca per la sicurezza": 40 società nel progetto nato per contrastare il fenomeno

Si chiama “Safe place-Safe play” e vede l'Uda capofila: tanti i percorsi attivati e che saranno attivati per dare a famiglie, giovani atleti, allenatori e tecnici maggiore consapevolezza su un problema di cui si parla troppo poco, presto il codice etico

Gli abusi nello sport minorile sono un tema di cui ancora oggi si parla con grande fatica, ma che purtroppo esiste e che va contrastato. Per farlo bisogna averne prima di tutto consapevolezza e sapere quanto negativi siano gli effetti che gesti tanto orribili possono avere sulla crescita e lo sviluppo psicologico e fisico dei ragazzi. Ecco perché l'università d'Annunzio lancia il progetto “Safe place-Safe play” cui hanno già aderito 40 società sportive abruzzesi che saranno ora coinvolte in diverse attività atte proprio a contrastare il fenomeno degli abusi nello sport con l'obiettivo di dar vita ad un movimento in grado di rispondere con un nuovo approccio al tema. Saranno quindi promossi percorsi di capacity building rivolti a educatori, dirigenti e tecnici sportivi, percorsi educativi di sensibilizzazione rivolti a dirigenti, educatori, tecnici sportivi e genitori oltre ad azioni di empowerment, ovvero di consapevolezza, dei giovani atleti.

“C’è però ancora tempo per aderire. Per questo motivo, con la campagna 'Gioca per la sicurezza' vogliamo rinnovare il nostro appello alle tante società sportive abruzzesi– spiega la professoressa Maria Cristina Verrocchio coordinatrice del progetto – Entrarne a far parte significa costruire insieme un ambiente sicuro per fare sport, promuovere il benessere degli atleti, garantire ai loro genitori un ambiente sano, diventare parte attiva di un network regionale”. Un progetto che vede l'università d'Annunzio come capofila dunque, ma cui partecipano attivamente anche l'associazione focolare Maria Regina onlus, l'associazione di volontariato “L'angelo custode”, il Coni Abruzzo, gli assessorati regionali alla salute, la famiglia, le pari opportunità e le politiche sociali, il garante dell'infanzia e dell'adolescenza della Regione, il tribunale per i minorenni dell'Aquila, il gruppo antiviolenza (Gav) della procura di Pescara e l'ordine degli psicologi della Regione Abruzzo.

Verrocchio ricorda che il progetto è stato realizzato con il contributo del dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del consiglio dei ministri e che le prime attività sono partite ad aprile, annunciando che si stanno redigendo un codice etico e di condotta oltre ad un documento di policy in materia di abusi sui minori nello sport. Non solo, prosegue, “stiamo lavorando per implementare una App dedicata al tema, per comunicare costantemente le nostre attività e per dare visibilità alle società sportive che ne fanno parte. A fine progetto – conclude - organizzeremo un convegno accreditato Ecm. Credo che davvero questo progetto possa essere considerato un’occasione unica per la nostra Regione: solo uniti potremo costruire un ambiente sicuro per i nostri giovani e contribuire al loro benessere”.

E' ancora possibile quidi aderire al progetto. Cliccando qui è possibile scaricare la scheda di adesione.  

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