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In Abruzzo al via dal 5 settembre la caccia: protesta il Wwf

L'associazione ambientalista parla di una scelta sbagliata e pericolosa per la fauna locale

No all'apertura della caccia in Abruzzo dal 5 settembre. Il Wwf contesta la data scelta dalla Regione per riaprire la stagione venatoria, parlando di possibili pericoli per tutta la fauna selvatica, con la data unica al primo ottobre che sarebbe stata la scelta più logica e giusta.

Soddisfazione invece per l'accoglimento di molte indicazioni fornite dallo stesso Wwf nel documento Via, con importanti modifiche che permetteranno di salvare migliaia di animali. La caccia a settembre, ribadisce l'associazione, è comunque un aspetto molto critico da valutare attentamente, con le preaperture che dovrebbero essere solo una deroga eccezionale e non un'abitudine consolidata come ormai avviene da anni.

La caccia a settembre- prosegue la nota- ha un pesante impatto su tutte le specie, anche quelle non direttamente cacciabili nei giorni di preapertura. Tutta la fauna, infatti, risente del disturbo in un momento particolarmente sensibile: quando i piccoli dell'anno sono ancora immaturi, le specie migratrici devono prepararsi ai lunghi voli di ritorno verso i luoghi di svernamento, la scarsità di acqua e cibo a causa della siccita' e degli incendi ha già debilitato molte specie. A tutto cio' vanno aggiunti gli immancabili abbattimenti illeciti di specie non cacciabili, nonchè il disturbo e l'interferenza con l'attivita' turistica e di fruizione del territorio

Dante Caserta, vicepresidente nazionale del Wwf, sottolinea come vada inoltre ancora disciplinata la caccia nell'area contigua al parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise nonostante le perimetrazioni fatte dalla Regione.

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