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Via Luca da Penne, una lettrice: "Ormai è terra di nessuno"

Redazione

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Piazza dei Grue · Portanuova

Buongiorno, sono a segnalare la situazione di estremo degrado a seguito di svariate denunce al Comune e agli enti, della zona di Piazza dei Grue,
intersezione con Via Luca Da Penne.
La casa in cui abitiamo fa parte delle case popolari, molte delle quali (anche quella in cui vivo) sono poi state riscattate dagli inquilini, che ne sono diventati proprietari.
Sono anni che la zona è completamente abbandonata, è un’area che va da Piazza Grue a Via Vespucci, un angolo dove sono presenti dei pini secolari, che con il tempo hanno esteso le radici in superficie causando la rottura estesa dell’asfalto: questo ormai impedisce addirittura di utilizzare la sede stradale sia per il passaggio delle auto che delle persone. Alla base dei pini c’è, anzi, ci sarebbe, un’area adibita a verde pubblico, ma da anni l’incuria l’ha trasformata in una zona di sgambettamento e defecamento animali, abbandono di rifiuti, cartacce.

Il fatto curioso è che si tratta solo di quest’area, sia piazza dei grue che le vie relative della cooperativa sono state rifatte e non presentano alcun problema, compresa Piazza Grue che ha un bel parchetto che comunque viene tenuto pulito da imprese di pulizia. Ho spesso parlato con loro e sollecitato che prolungassero la pulizia anche nelle strade limitrofe, ma purtroppo e devo dire anche con gentilezza, mi hanno fatto capire che devono attenersi a ciò che viene loro dato come incarico. Quindi restano questi tratti abbandonati e benchè io mi impegni a tenerla pulita, per quanto possa fare un cittadino, rimane tutto inalterato. Quando piove l’area è impraticabile: si allaga tutto, più volte abbiamo provveduto noi abitanti della zona alla pulizia dei tombini.

Da poco sono rientrata da un viaggio in Svizzera, a Montreaux, dove si è trasferita un’amica da anni stufa di aspettare e sperare un cambiamento – che non arriva mai - nella gestione della cosa pubblica: marciapiedi estesi più della carreggiata per le auto, famiglie intere con bambini in assoluta sicurezza utilizzare bici e monopattini, aree verdi attrezzate per essere fruite per mangiare o rilassarsi, non una carta gettata a terra. Di sicuro una parte di responsabilità è dello scarso senso civico delle persone, fa parte della cultura italiana, ma è davvero tanto chiedere di vivere in un luogo che non assomigli ad una discarica?
Scrivo a voi con la speranza che possa servire a fare in modo che qualche amministratore provveda ad “elemosinare” un intervento, visto che ormai a tanto siamo ridotti.
Sono una madre che spera che suo figlio – oggi ha sette anni – quando ne avrà diciassette non si trovi già nel disincanto e nella frustrazione di chi pensa che nulla possa cambiare, e crede che l’unico modo per realizzarsi e costruirsi una vita decente sia quello di andare via.

Con impegno e devozione per Pescara, la mia città, una madre preoccupata.

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