Sprar, Allegrino replica a Sospiri: "I beneficiari non sono i profughi, quelli vanno nei Cas"

L'assessore fa chiarezza e spiega la differenza tra Sprar e Cas: "Non si capisce perché una soluzione certa e trasparente spaventi tanto. Forse perché non si hanno adeguate conoscenze in materia o non si prospettano soluzioni ma solo timori?"

Antonella Allegrino

“In merito alla tempistica di approvazione del 'piano di conversione’ che Pescara invierà al Ministero, le informazioni fornite dall'Assessorato sono basate su contatti intercorsi tra gli Uffici e la Direzione Centrale (e sicuramente non ci vorranno anni). Parlare di invasione incontrollata di profughi nei Cas non é corretto visto che i Cas vengono attivati in seguito a bandi emessi dalla Prefettura”. 

L’assessore alle Politiche Sociali, Antonella Allegrino, replica al consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri sulla possibilità, per i Comuni già titolari di Progetti Sprar (come lo è la citta di Pescara  fin dal 2005), di attivarsi per la 'conversione' dei posti Cas in Sprar, fino a raggiungere la 'clausola di salvaguardia'. Tale clausola, che per la città di Pescara è di 391 migranti, è indicata dal piano Anci/Ministero, "pertanto nessuno si è inventato nè si può inventare un numero a piacere".

Lo Sprar, spiega Allegrino, è un sistema di protezione e accoglienza differente da quello dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria): "Nessuno “piazzerà” 400 profughi negli Sprar (Sistema protezione per richiedenti asilo e rifugiati) semplicemente perché i beneficiari degli Sprar non sono i profughi, che sono invece destinatari dei Cas!".

"La lettura e la conoscenza delle circolari riportate nella delibera di Giunta, d’altronde, chiariscono qualsiasi dubbio o tentativo di generare confusione tra Cas e Sprar. Si ribadisce come il sistema Sprar sia invece di garanzia rispetto alla possibilità della presenza 'illimitata'  di migranti sul territorio comunale  proprio in quanto connesso alla 'clausola di salvaguardia'. Se già ad oggi a Pescara ci sono circa 300 migranti nei Cas e 50 titolari di protezione negli Sprar attivi, va da sé che la conversione non porterà altro che benefici bloccando l'eventuale presenza di ulteriori arrivi di “profughi” nei Cas. Non si capisce perché una soluzione certa e trasparente spaventi tanto. Forse perché non si hanno adeguate conoscenze in materia o non si prospettano soluzioni ma solo timori?".

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