"Non siamo impazziti, abbiamo semplicemente applicato le previsioni della riforma Gelmini". Con queste parole il presidente della Provincia di Pescara,
Guerino Testa, ha spiegato oggi i principi guida che sono alla base della proposta di riordino degli
istituti scolastici del secondo ciclo di istruzione che la Provincia deve trasmettere alla Regione e all'Ufficio scolastico regionale.
"Mettendo a punto questa proposta - ha aggiunto il presidente - abbiamo seguito le indicazioni del ministero e non è opportuno parlare di soppressione delle scuole, come si è fatto, ma di
riorganizzazione, con una conseguente razionalizzazione degli spazi e dei costi".
Sia
Testa che
Fabrizio Rapposelli, vice presidente della Provincia e assessore all'Edilizia scolastica e alla Pubblica Istruzione, hanno garantito che "non ci sarà una perdita di posti di
lavoro. Potrebbero esserci, probabilmente, dei piccoli disagi per gli alunni che dovranno cambiare sede ma questi disagi saranno sicuramente neutralizzati dal fatto che le scuole avranno una propria identità ben definita, come impone la legge.
Le proposte contenute nel piano sono state illustrate dall'assessore Rapposelli, il quale ha spiegato che non tutte le scuole sono coinvolte, ma solo alcune.
Ne consegue che l
'istituto Bellisario di Pescara confluirebbe in parte nel liceo Misticoni e in parte nell'istituto Michetti (per il quale è stato stipulato un mutuo da 435mila euro per la sistemazione della sede).
E il Bellisario, comunque, non chiuderebbe i battenti perché sarebbe una succursale del Misticoni, i cui locali sono già al completo e non potrebbero ospitare tutti. L'istituto d'arte
Mario Da Fiori di Penne, invece, diventerebbe un istituto omnicomprensivo: acquisirebbe le elementari e le medie e sarebbe un istituto superiore con indirizzo artistico.
Sempre in base alla riforma Gelmini gli indirizzi tecnologici saranno da ora in poi appannaggio dei soli sistemi liceali per cui determinati indirizzi non saranno più presenti negli istituti. Sulla scia di questa indicazione a Pescara nascerebbe il
terzo liceo scientifico, che di fatto non esiste, ed avrebbe un indirizzo prettamente tecnologico. La sede sarebbe situata nei locali dell'istituto tecnico Aterno: gli studenti di questo istituto andrebbero a confluire all'Acerbo e al Manthoné.
L'Aterno ospiterebbe, oltre al terzo liceo scientifico, anche la sede distaccata del liceo scientifico Da Vinci, consentendo alla Provincia di risparmiare circa 130 mila euro d'affitto che paga ogni anno per occupare gli spazi di via Vespucci". Per l'Acerbo si prevede un aumento di iscritti di circa 80 unità e l'indirizzo proposto è ambiente e territorio, informatica e telecomunicazione, mentre per il Manthonè si pensa a una connotazione economica e turistica.
Anche Rapposelli, come Testa, non ha mostrato dubbi sul destino di classi e cattedre: "Non si annunciano soppressioni, anzi ci sarebbe il vantaggio della eliminazione delle cattedre orarie e se questo piano andrà in porto Pescara sarà anche sede del liceo coreutico, una scuola per la quale c'è molta richiesta nel Paese e ambita da diverse Province".