Pedonalizzazione di Corso Vittorio: i dubbi di Blasioli

Il consigliere comunale Blasioli interviene sulla questione della pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele, sollevando alcuni dubbi sul progetto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPescara

Si discute molto sul nome da dare al progetto di C.so Vittorio: pedonalizzazione o riqualificazione? A mio avviso l’unico termine adatto a descriverlo è improvvisazione. Per averne la prova basta pensare che nel mentre si discute di C.so Vittorio non c’è un progetto esecutivo che riguardi la viabilità alternativa all’interno dell’area di risulta.
Molti si sono concentrati nella discussione sulle conseguenze che il progetto di C.so Vittorio avrebbe sulle attività commerciali a Pescara e sicuramente questo è un dibattito serio e da approfondire nel prossimo Consiglio Comunale richiesto dal PD specie in un momento di crisi ed in considerazione della vocazione commerciale di Pescara. Ma ci sono anche altri problemi legati alla mobilità che meritano un approfondimento, soprattutto se si ragiona la mobilità cittadina come uno sguardo d’insieme sulla città e non come la soluzione di un problema di questa o quella arteria stradale.
Premesso che non ancora è presente in Comune un progetto che ci dica come verrà sistemata la viabilità alternativa in merito per esempio alla realizzazione della rotatoria che dovrebbe nascere, e che quindi è difficile fare previsioni, mentre gira una sorta di schizzo elaborato dagli uffici, possiamo solo provare ad immaginare cosa sarà della mobilità.
La via di risulta, cioè la strada già realizzata all’interno dell’area di risulta su cui nutriamo molti dubbi, tecnici e urbanistici, dovrebbe rappresentare la valvola di sfogo alternativa a C.so Vittorio Emanuele ma mi permetto di fare una serie di approfondimenti. Vale ancora per questa amministrazione l’idea straordinaria di un grande parco cittadino con teatro e mediateca all’interno dell’area di risulta? Come è pensabile costeggiare il futuro parco con una via ad alta intensità veicolare?
 In primis la funzione di Piazza della Repubblica. La piazza della vecchia stazione perderebbe gran parte del suo appeal e si priverebbe della sua funzione di slargo collegato linearmente al mare e di contrappeso al Largo Mediterraneo. Permettere l’accesso a tutte le auto proprio da Piazza della Repubblica significa intensificare allo stremo il transito dei veicoli e degradarla da Piazza a casello autostradale. Si perde la stessa funzione della Piazza che aveva ben ospitato in passato anche degli eventi musicali.
Andiamo avanti: le auto, una volta entrate nell’area di risulta ne uscirebbero all’altezza del mercatino etnico dove verrebbe realizzata una ennesima rotatoria che a sua volta si innesterebbe in un movimento rotatorio già realizzato (quello di via Ferrari). Pescara sarebbe l’unico caso nazionale in cui si realizzerebbero due rotatorie all’interno di un movimento rotatorio: quella di via Del Circuito e quella di nuova realizzazione. L’Assessore Fiorilli tenta una nuova menzione nel libro dei record dopo la revoca dei cd. salvapedoni e dell’affidamento autovelox?
 In questa grande rotatoria che si realizzerebbe all’altezza di via Teramo arriverebbero quindi tutte le auto, quelle provenienti da via Ferrari, quelle provenienti da via Del Circuito e via Rigopiano e quelle provenienti da questa nuova arteria realizzata all’interno dell’area di risulta. Le auto sarebbero quindi costrette a lunghe code agli incroci e per la vicinanza di queste rotatorie le auto incolonnate rischierebbero di paralizzare la città.
Chi frequenta via Ferrari sa che già ora, specie alle ore di punta, si verificano grosse code. Pensare di dirottare in quella zona anche le auto che prima transitavano per C.so Vittorio, significa renderla una camera a gas a movimento lento e aumentare l’inquinamento in via Ferrari, via del Circuito e via Rigopiano.
Stesso discorso per via De Gasperi che vedrebbe intensificarsi il transito delle auto verso sud e cioè verso il Ponte D’Annunzio. Vi lascio solo immaginare cosa diverrebbe il Ponte D’Annunzio, che risulterebbe l’unica scelta che permette la prosecuzione delle auto verso sud e che ora invece svolge questo ruolo complementare a Ponte Risorgimento.
Stessa cosa per quel che riguarda via Teramo. Il blocco di C.so Vittorio Emanuele alle auto proprio da via Teramo determinerà che questa strada sarà l’unica direttrice mare-monti e tutte le auto che provengono da sud o che rientrano dal mare saranno costrette ad impegnarla verso ovest e troveranno dinanzi la realizzanda rotatoria che finirà per fungere da tappo e bloccare questa arteria che già ora non si presenta adeguatamente larga.

Non meno problematica la situazione che si verificherà con l’entrata in funzione del Ponte nuovo. E’ facile prevedere che le auto in ingresso a Pescara dall’asse attrezzato e buona parte del traffico di Portanuova si sposteranno oltre La Pescara con questa nuova arteria. Il prosieguo di quel percorso non potrà che prevedere l’impegno della parte terminale di via Gran Sasso e poi via de Gasperi in direzione nord fino all’area di Risulta. Prima però occorrerà incrociare le auto che provengono da nord su via De Gasperi dopo la chiusura di C.so Vittorio, in una ennesima rotatoria esplosiva che, è facile immaginare,  diventerà quella di Rampigna. Senza considerare che si sovraffollerà via De Gasperi in entrambi i sensi di marcia trasformandola in un’arteria assai più trafficata di quella che è oggi C.so Vittorio Emanuele.

Chiudere al traffico C.so Vittorio Emanuele, è questa una riflessione da fare, è una scelta che impegnerà o meglio, precluderà in futuro l’idea di una riviera pedonale che pure mi sembra fosse un’idea cullata da questa Amministrazione e altrettanto evocativa e utile per una città moderna e sostenibile.
Non c’è dubbio che l’idea di un grande Corso pedonale è un’idea interessante ma in questo caso mi sembra che si spostino solo i problemi poco più in là senza minimamente risolvere i problemi di inquinamento. Tutti sappiamo che le polveri sottili si spostano e non c’è alcun dubbio che gli incolonnamenti che si creeranno finiranno per gravare anche sul Corso. Ne sono un esempio i dati ARTA in occasione del blocco delle auto, peggiori dei giorni in cui si circolava a causa dei maggiori incolonnamenti su via Ferrari.

Questa Amministrazione improvvisa e i cittadini sono costretti a scontrarsi quotidianamente con annunci di nuove modifiche viarie che andrebbero conosciuti per tempo, precedute da analisi di flussi di traffico e concertate in uno strumento pianificatorio che è rappresentato dal Piano Traffico. La pianificazione è una garanzia per i cittadini perché consente di fare scelte che possono coinvolgere il lavoro, l’attività o anche la vita famigliare senza rischiare di dover stravolgere tutto da un giorno all’altro. Chiediamo come PD che una centralina mobile dell’ARTA verifichi la qualità dell’aria in via Ferrari, via Del Circuito e via Teramo prima di assumere qualsiasi decisione e chiediamo la proroga del termine di apertura delle buste fissate per il 7 luglio prossimo.
Il Consigliere Comunale PD
Antonio BLASIOLI

Torna su
IlPescara è in caricamento