Negozio Nike dell'Outlet Città Sant'Angelo a rischio chiusura, "Articolo Uno" a fianco dei lavoratori

I 22 lavoratori sono infatti in sciopero contro la decisione della multinazionale statunitense

È a rischio chiusura definitiva il negozio Nike dell'Outlet Village di Città Sant'Angelo.
I 22 lavoratori sono infatti in sciopero contro la decisione della multinazionale statunitense.  

Al fianco dei dipendenti si schiera anche "Articolo Uno": «L'azienda non abbandoni i propri dipendenti e il territorio che l'ha accolta. Contro questo tipo ti scelte aziendali da parte delle multinazionali occorre un intervento legislativo nazionale».

Questo quanto fanno sapere da "Articolo Uno":

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«In questo fine settimana abbiamo voluto esprimere la nostra piena vicinanza e solidarietà ai lavoratori in sciopero del negozio Nike presso l'Outlet Village di Città Sant'Angelo partecipando al loro presidio di protesta. Quei lavoratori rischiano concretamente di perdere il posto di lavoro per una scelta della multinazionale che riteniamo incomprensibile, infatti il negozio Nike in questione è tra i più produttivi all'interno dell'Outlet Village e scelte di questo tipo rischiano di innescare un pericoloso effetto domino per tutto il centro commerciale. Stupisce inoltre apprendere che la multinazionale avrebbe rifiutato la mediazione delle istituzioni locali dimostrando uno scarsissimo interesse nei confronti di un territorio che li ha ospitati e ripagati. Non si possono stravolgere le vite di lavoratori e lavoratrici così, auspichiamo un ripensamento generale da parte di Nike e nella peggiore delle ipotesi una soluzione occupazionale concordata con sindacati e lavoratori, non ci se la può cavare con delle mancette. Continueremo a stare con i lavoratori e le lavoratrici della Nike di Città Sant'Angelo nonché con la loro rappresentanza sindacale, quanto sta accadendo è la ricaduta locale di un enorme problema nazionale: troppo spesso le multinazionali hanno inteso il nostro territorio come terreno di conquista nel quale fare profitti per poi andarsene impunemente, non può andare in questo modo, occorre un intervento politico legislativo per impedire questo fenomeno che colpisce la vita reale di uomini e donne troppo spesso usati e poi abbandonati al loro destino».

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