Niente rimborsi per i danni della grandinata, il sindaco Masci: "Superficialità imbarazzante"

A parlare a chiare lettere è il sindaco di Pescara, Carlo Masci, in relazione alla decisione della Protezione Civile di negare lo stato di emergenza alla nostra regione per la grandinata dello scorso 10 luglio

«La scelta di escludere l’Abruzzo dal risarcimento denota una superficialità imbarazzante in chi è chiamato a esaminare tali documentazioni». 
A parlare a chiare lettere è il sindaco di Pescara, Carlo Masci, in relazione alla decisione della Protezione Civile di negare lo stato di emergenza alla nostra regione per la grandinata dello scorso 10 luglio.

Questo quanto dichiara il primo cittadino del capoluogo adriatico:

«Questa scelta rappresenta una grave mancanza di obiettività in chi è chiamato a valutare le ferite inferte dagli eventi naturali ai territori e alle comunità. I danni causati dalla grandinata dello scorso 10 luglio sono stati ampiamente documentati e la scelta di escludere l’Abruzzo dal risarcimento denota una superficialità imbarazzante in chi è chiamato a esaminare tali documentazioni. La città di Pescara si sente gravemente defraudata di un’azione risarcitoria che nessuno, dal sottoscritto ai tecnici comunali, ha voluto minimamente pretendere ma che entra di diritto nelle aspettative di chi ha visto i propri beni immobiliari, le proprie attività, i propri beni mobiliari distrutti o gravemente danneggiati dalla furia della natura abbattutasi sul nostro territorio. L’eccezionale ondata di maltempo ha causato danni ingentissimi a un patrimonio cittadino formato anche da infrastrutture pubbliche e soltanto l’abnegazione di tutti gli uomini delle istituzioni pubbliche, del volontariato e dei cittadini hanno permesso di mettere in sicurezza le situazioni più drammatiche evitando ulteriori disastri a nuclei familiari e a imprenditori colpiti durissimamente nei loro averi».

Masci annuncia anche battaglia nel tentativo di ottenere qualcosa:

«La scelta del Governo di considerare quanto accaduto il 10 luglio con superficialità non ci lascerà quindi con le braccia conserte ma , ci indurrà a combattere al fianco dei nostri cittadini per un diritto sacrosanto che non nasce dalla pretesa ma dal dato oggettivo dei gravissimi danni subiti dalla città. La fortuna di non aver dovuto piangere vittime non può far sottovalutare un disastro che ha costretto decine e decine di concittadini a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso e a sostenere un costo altissimo per risanare le tantissime situazioni di emergenza. Ci attiveremo pertanto in tutte le sedi e con ogni mezzo affinché questo nostro diritto venga riconosciuto e ci venga dato quel sostegno che aiuti almeno ad alleviare le enormi spese anticipate dai nostri concittadini. Affideremo ai nostri rappresentanti in Parlamento la richiesta di un ristoro idoneo alla portata reale di quegli eventi e valuteremo altresì l’opportunità di agire in sede legale per ottenere il riconoscimento dei sacrosanti diritti. Senza pretendere nulla più di quanto è nel nostro legittimo diritto, ovvero un aiuto concreto per una reale calamità subita dalla nostra città»..

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