Mollicone (FdI): “Solidarietà a Labini, la sinistra disonora D’Annunzio”

La Festa della Rivoluzione, che in questi giorni sta celebrando a Pescara la figura di Gabriele d'Annunzio, non smette di generare polemiche di natura politica. Ecco l'intervento su Facebook del capogruppo in commissione Cultura

Edoardo Sylos Labini

La Festa della Rivoluzione, che in questi giorni sta celebrando a Pescara la figura di Gabriele d'Annunzio, non smette di generare polemiche di natura politica. Si esprime così su Facebook Federico Mollicone, deputato di Fratelli d'Italia nonché capogruppo in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito:

"Massima solidarietà all’artista Edoardo Sylos Labini e agli organizzatori della “D’Annunzio Week” per gli attacchi della sinistra pescarese, che si è rivolta al prefetto locale. Ossessionati dal politicamente corretto, lanciano anatemi contro una manifestazione che ha visto la partecipazione di migliaia di persone. In media circa 500 persone a ogni appuntamento sono state presenti per ascoltare il ricordo del Vate. Lo spettacolo, scritto da Labini e Petrillo, è un prodotto pregevole, di grande intensità emotiva e dall’alto valore educativo, che ho avuto modo di apprezzare di persona. Invece di urlare, la sinistra studi: il motto “eia eia alalà” veniva usato nell’età classica come inno di guerra, venendo poi ripreso da D’Annunzio; il Vate era tutto tranne che contrario alle donne, dato che la Reggenza del Carnaro stabilì la parità dei sessi".

E ancora:

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"La sinistra si scaglia contro la qualità artistica di D’Annunzio, disonorando uno dei migliori figli della terra abruzzese, in nome dell’ignoranza. Lo spettacolo esprime e racconta, attraverso le immagini e le parole del teatro di narrazione di Petrillo e Labini, lo spirito più autentico di Fiume, oltre la destra e la sinistra, tanto che durante la rappresentazione vengono omaggiati i legionari fiumani che aderirono alla resistenza, e si parla di Mario Magri, legionario poi morto alle Fosse Ardeatine. D’Annunzio, da lassù, ride delle miserie umane di chi è ancora legato ai pregiudizi e all’antifascismo di maniera".

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