Immobili comunali a Pescara, SEL sul nuovo regolamento

Sinistra Ecologia e Libertà Pescara interviene sul nuovo regolamento per la gestione degli immobili comunali, che sarà discusso oggi in Consiglio Comunale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPescara

“Finalmente arriva in aula il nuovo regolamento per la gestione dei beni immobili comunali. Noi di Sel lo aspettavamo da anni e con noi le centinaia di associazioni che sperano di riuscire ad avere regole chiare per vedersi assegnato uno spazio pubblico per svolgere le loro attività, precisamente da quando la scorsa amministrazione dopo aver fatto il regolamento e il bando per l’assegnazione fece marcia indietro per alcune presunte irregolarità. Oggi la nuova giunta ci presenta il nuovo regolamento, rivisto, a detta loro, in modo proprio da non dare più adito a future zone grigie”ad affermarlo è Daniele Licheri Coordinatore cittadino Sinistra Ecologia Libertà Pescara.

Licheri critica il nuovo regolamento “non per fare ostruzionismo su un argomento che invece ci sta molto a cuore, ma per promuovere modifiche migliorative e costruttive”. A Licheri il regolamento non convince sotto diversi aspetti. Il primo: l'abbattimento del canone al 65% per le associazioni che si occupano di pronto soccorso, protezione civile ecc, e un misero abbattimento per le associazioni che si occupano del settore ricreativo e sociale che va dal 15 al 35%. Per l'esponente di Sel "in una società della solitudine dove molti anziani sperimentano il dramma dello stare soli, i centri aggregativi e ricreativi sono in grado di strutturare relazioni amicali che poi possono trasformarsi in una vera e propria rete di "protezione sociale" grazie al mutuo aiuto e al reciproco controllo, basti pensare" prosegue l'esponente di Sel Pescara "ad un'anziana sola che viene in un centro sempre in una determinata ora e per un giorno non si fa vedere: non desterebbe preoccupazione negli altri? Non pensa la giunta che anche le relazioni sociali possono contribuire al benessere e al controllo della persona?".
Il secondo punto sui cui Sel punta il dito è il numero degli iscritti. "Non tutte le associazioni" - secondo Licheri - "nascono per raccogliere adesioni formali al loro progetto ma si legittimano nel momento stesso in cui operano costantemente e coerentemente sul territorio. Che senso avrebbe per un'associazione teatrale avere numerosi iscritti? Sarebbe questo un indice di qualità delle produzioni? Noi non lo crediamo". Piuttosto secondo l'esponente del partito di Vendola occorrerebbe misurare il grado di volontarietà all'interno delle associazioni, attribuendo un punteggio maggiore a quelle associazioni che si distinguono per un altro numero di veri volontari, secondo Licheri infatti "sotto troppe associazioni di volontariato (e mi riferisco nello specifico a quelle che fanno riferimento alla legge 266/91) si nascondono veri e propri business, specie per il settore socio sanitario, che nulla hanno più a vedere con l'associazionismo e l'aspetto volontaristico ovvero l'esecuzione di prestazioni non retribuite".
Il terzo: non è possibile affidare questo tipo di spazi pubblici rivolti ad attività significative per la città (sociali. socio-assistenziali, culturali, artistiche e ricreative) a imprese a fini di lucro, neanche se sotto forma di impresa sociale o culturale (per questo riteniamo di eliminare il paragrafo del regolamento dedicato alle associazioni a scopo di lucro).  Licheri conclude affermando che "questi punti vanno secondo noi rivisti, questo regolamento lascia troppo margine di discrezionalità alla giunta nell'individuare le priorità e gli abbattimenti dei canoni. Auspichiamo che il consiglio vada nella direzione di accogliere le modifiche al regolamento da noi proposte e proceda in tempi rapidi all’approvazione in modo che questa città possa dare finalmente delle risposte certe e veloci alle tante associazioni che attendono da anni di poter aver uno spazio assegnato attraverso delle regole che siano uguali per tutti. Ci auguriamo che dietro ad un fatto positivo e democratico come l'uscita di un bando pubblico non si nascondano le solite logiche clientelari che per troppi anni l'hanno fatta da padrone nell'assegnazione dei beni pubblici alle associazioni."

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