Elezioni Regionali Abruzzo, l'intervista al candidato presidente del M5S Marcozzi [VIDEO]

Abbiamo intervistato il candidato alla presidenza della Regione del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi che ha risposto ad alcune domande riguardanti il presente e il futuro dell'Abruzzo

Che cosa lascia in eredità il governo D'Alfonso?

«Ci lascia 30mila disoccupati in più, la chiusura di 4mila aziende, 5 ospedali in meno, che si sommano agli altri 5 depotenziati dal centrodestra durante il Governo Chiodi, e strade in ridotte a colabrodo, soprattutto nelle aree interne. Questi sono, in breve, alcuni dei disastrosi risultati che la giunta di centro sinistra ha ottenuto in questi quattro anni e mezzo. Un fallimento certificato dai numeri che ha portato a un peggioramento della qualità di vita degli abruzzesi. Aggiungiamo anche una gestione pessima dei fondi europei, strumento fondamentale per dare sostegno alle nostre imprese. Finora sono stati spesi poco e male e se non interveniamo in maniera tempestiva rischiamo il disimpegno delle risorse e di danneggiare una volta di più la nostra economia. La faccenda grottesca è che tutta la giunta e la maggioranza D’Alfonso sono oggi candidate nelle liste di Giovanni Legnini. Altro che discontinuità».

Che cosa pensa della “Nuova Pescara” e quali risvolti può portare all'intera regione?

«La Nuova Pescara rappresenta la volontà dei cittadini di Pescara, Spoltore e Montesilvano che nel 2014 si sono espressi favorevolmente alla fusione dei tre comuni e una importante opportunità di crescita e rilancio economico. Il M5S è stato il primo in Consiglio regionale a depositare la proposta di legge per dare attuazione alla volontà dei cittadini con una legge completa e immediatamente attuabile. Purtroppo il Pd, forte della sua maggioranza, assieme al centrodestra hanno deciso di edulcorarne gli effetti e rinviarne l’applicazione al 2022. Tutto dipenderà da come sarà fatta la fusione».

Le tre priorità da affrontare nei primi 60 giorni di governo?

«Sanità. Rimuovere i direttori generali delle Asl che hanno contribuito al declino della sanità abruzzese, con liste d’attesa che durano anni, servizi ridotti, barelle nei corridoi, edifici che cadono a pezzi, sprechi di risorse importanti. Lavoro. Aumentare l’occupazione in Regione Abruzzo è per il M5S una priorità, lo faremo attraverso il turismo, rivedendo la gestione dei fondi europei e utilizzando tutti gli strumenti che il Governo sta fornendo agli enti locali. Ci attiveremo immediatamente per non perdere la coda dei finanziamenti del Programma 2014/2020, per poi pianificare il prossimo, quello 2021/2027. Viabilità in Abruzzo è fondamentale per unire i piccoli e grandi comuni. Si parla sempre di grandi opere ma non abbiamo neanche una viabilità di base che colleghi le zone interne alla costa in modo adeguato».

Quali provvedimenti intende mettere in campo per rilanciare l'occupazione?

«Vogliamo far partire un vero Piano Marshall sul lavoro. Lo faremo dando alle aziende il sostegno che in questi anni non hanno mai avuto, attraverso il credito d’imposta per gli investimenti e facilitando l’accesso al credito, il problema più grave che gli imprenditori devono affrontare sul nostro territorio. I provvedimenti presi dal Movimento 5 Stelle a livello nazionale per contrastare la povertà ci permetteranno di dirottare ancora più risorse, circa 120 milioni di euro in più di fondi Eu, in favore delle aziende abruzzesi. Potremo così sostenere il rilancio dell’occupazione e invertire la spirale negativa nella quale ci hanno trascinato gli “esperti” di centro destra e centro sinistra».

Abruzzo e sanità, quali sono le sue proposte per far fronte alla crisi e alle carenze di uno dei comparti più discussi della regione, soprattutto negli ultimi anni?

«La situazione in cui si trova la sanità abruzzese è la perfetta rappresentazione del lavoro disastroso della politica locale degli ultimi dieci anni. Il centro destra ha chiuso cinque ospedali, altrettanti ne ha chiusi il centro sinistra. Strutture abbandonate, pochi medici costretti a turni massacranti, soldi sprecati nel noleggio decennale di macchinari, affitti d’oro. Un esempio su tutti è la Pet-Tac a Pescara che ci costa 6mila euro al giorno. Con i soldi che abbiamo pagato per il noleggio ne avremo potute comprare sette. La nostra proposta è chiara e si basa su alcuni punti fondamentali: riduzione delle liste d’attesa, assunzione di nuovo personale medico, re-internalizzazione dei servizi oggi in mano a società cooperative per tutelare la qualità del servizio e le condizioni di lavoro degli operatori oggi ridotti in uno stato di semischiavitù, garantire una sanità che funzioni anche nelle aree interne. Sono obiettivi ambiziosi che nell’arco di una legislatura si possono ottenere. I soldi ci sono, basta non sprecarli più. Abbiamo presentato il nostro programma sulla Sanità affiancati dal Ministro Giulia Grillo che lo ha definito concreto e fatto di proposte realizzabili. La scelta che gli abruzzesi faranno il 10 febbraio inciderà moltissimo sull’offerta sanitaria dei prossimi anni».

Viabilità e dissesto idrogeologico delle zone interne, come intende intervenire una volta eletta?

«Tra le eredità lasciataci dai governi di centrodestra e centrosinistra in Abruzzo ci sono anche le 10mila frane attive. Abbiamo per questo il dovere di attivarci urgentemente per far ripartire una ricognizione del territorio e informatizzare i risultati che otterremo per attivarci subito là dove c’è più bisogno. Basti pensare che il Pai (Piano Stralcio di bacino per l’Assetto Idrogeologico) rappresenta la base conoscitiva dei Piani di Emergenza Comunali e dei Piani di Microzonazione Sismica comunali devono essere periodicamente aggiornati anche in base alle continue trasformazioni dell’ambiente causate dal dissesto idrogeologico. Tutto ciò si riflette sulla condizione delle strade, specialmente nelle aree interne che sono state abbandonate da chi avrebbe dovuto curarle. Tutto rientra all’interno di un programma che deve prevedere la fine degli sprechi per poter mettere risorse per quelle che sono le vere emergenze che il governo regionale dovrà affrontare».

Che cosa farà in concreto per scongiurare il rischio sismico?

«Lavoreremo sulla prevenzione perché l’adeguamento sismico è l’azione primaria per salvare la vita delle persone. Sarà definita una graduatoria aggiornata degli edifici a rischio così da capire quali sono le aree in cui intervenire è una priorità assoluta per il bene dei cittadini. Conseguentemente saranno intrapresi interventi di adeguamento o sostituzione edilizia. Stessa cosa faremo per l’edilizia sanitaria e l’adeguamento sismico dei nostri ospedali che avverrà con un cronoprogramma basato sulle priorità di intervento e non sul certificato di residenza di assessori o consiglieri regionali. Per gli edifici privati sarà promosso l’utilizzo del SismaBonus che finora è stato utilizzato pochissimo in tutta Italia».

Qual è la ricetta per rendere l'Abruzzo più forte e consentirgli di farsi sentire a Roma?

«C’è una sola ricetta possibile: lavorare in costante sintonia con i Ministeri. Stiamo presentando il nostro Programma di Governo per la Regione Abruzzo insieme ai Ministri del Movimento 5 Stelle proprio per marcare una netta differenza tra noi, il centrodestra e il centrosinistra. Il nostro è un programma di governo per la Regione Abruzzo, non è programma elettorale come gli altri, parole al vento che ci hanno sempre propinato in campagna elettorale per prendere consensi ben sapendo che poi, come ci hanno dimostrato, hanno fatto tutto il contrario di tutto. Quello che c’è nel nostro programma  è realizzabile. Iniziamo  un percorso che ci consenta di ottenere quei risultati che i cittadini abruzzesi ci chiedono da anni, ripartendo dal lavoro, dalla sanità e dalle strade».

Che cosa si aspetta dagli abruzzesi il 10 febbraio?

«Mi aspetto che decidano per il loro futuro con cognizione di causa. Che vadano a votare e che lo facciano per cambiare davvero le cose».

E in caso di sua elezione, che cosa devono aspettarsi gli abruzzesi da lei?

«Devono aspettarsi un presidente che lavorerà nel loro esclusivo interesse, che ha come unico obiettivo quello di migliorare la qualità della vita di tutti gli abruzzesi, sviluppare lavoro, una sanità che funzioni, manutenere le strade, ripulire l’ambiente, rilanciare il turismo. Un presidente che, dopo 5 anni, grazie ad un grande lavoro di squadra e al costante confronto, riconsegnerà agli abruzzesi una regione migliore».

Perché gli abruzzesi dovrebbero votarla?

La risposta è nel video che segue:

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