Elezioni Regionali Abruzzo, l'intervista al candidato del centrosinistra Legnini

Abbiamo intervistato il candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra,Giovanni Legnini, che ha risposto ad alcune domande riguardanti il presente e il futuro dell'Abruzzo

Giovanni Legnini

Che cosa lascia in eredità il governo D'Alfonso?

«Alcuni risultati obiettivi, come il processo di risanamento dei conti della sanità pubblica, che consentirà al nuovo governo di disporre di risorse aggiuntive per i servizi e la programmazione. Il nostro progetto tuttavia guarda completamente al futuro». 

Che cosa pensa della “Nuova Pescara” e quali risvolti può portare all'intera regione?

«L’esito referendario è stato trasparente e c’è una legge approvata dal consiglio regionale. Noi rispetteremo la legge non con una fusione a freddo, ma valorizzando con forza le comunità e le loro identità, nelle forme che saranno gli stessi Comuni e i cittadini a scegliere. Vogliamo favorire la più ampia partecipazione. Credo che in questo percorso non si possa prescindere dal bisogno di una radicale riforma dei poteri locali, della presenza istituzionale sul territorio e di un progetto di più ampio respiro sull’intera area vasta Chieti-Pescara. Ogni decisione, tuttavia, sarà condivisa con i cittadini e non calata dall'alto». 

Le tre priorità da affrontare nei primi 60 giorni di governo?

«Un grande programma, per il quale abbiamo già trovato le coperture economiche, per far rientrare in Abruzzo i nostri ragazzi che lavorano all'estero, con un sistema di agevolazioni molto forti per le imprese che li assumono. Proporremo un voucher per chi vorrà studiare all'estero a patto che rientri in Abruzzo e ulteriori agevolazioni per quelle fasce di età escluse dalle agevolazioni di questi anni. Il lavoro è la nostra priorità assoluta. Avvieremo subito il programma per l'ambiente, che prevede una accelerazione sul disinquinamento, sulle bonifiche dei siti inquinati, sulla lotta al dissesto, più forza alla manutenzione del territorio ed alla valorizzazione delle aree protette. Al tempo stesso dovremo entrare nel merito della sanità: il diritto alla salute dovrà essere uguale per tutti, per chi vive in montagna, in collina o sulla costa, nelle aree urbane e nei piccoli comuni».

Quali provvedimenti intende mettere in campo per rilanciare l'occupazione?

«Ci muoveremo su tre direttrici: con le politiche attive del lavoro, per garantire l’acquisizione di nuove competenze che permettano alle persone di adeguarsi alle continue evoluzioni del mondo del lavoro; vogliamo sostenere la nascita di imprese innovative e stimolare nuove forme di imprenditorialità per alimentare uno sviluppo durevole e creare posti di lavoro stabili; vogliamo innalzare i livelli di sicurezza sociale a fronte di sempre più frequenti forme di flessibilità lavorativa. La stabilizzazione dei posti di lavoro precario sarà un nostro impegno assoluto, ad iniziare dalle strutture amministrative regionali».

Abruzzo e sanità, quali sono le sue proposte per far fronte alla crisi e alle carenze di uno dei comparti più discussi della regione, soprattutto negli ultimi anni?

«L’obiettivo è garantire eccellenza e prossimità dei servizi e delle prestazioni, valorizzando il ruolo dei professionisti della sanità e investendo in innovazioni tecnologiche e digitali. Vogliamo innalzare il livello di assistenza in favore dei deboli e degli esclusi e privilegiare il ricorso alle cure domiciliari. La riorganizzazione dei piccoli ospedali e la valorizzazione dei medici di famiglia, della medicina di territorio e della rete delle farmacie contribuiranno ad abbattere le liste di attesa».

Viabilità e dissesto idrogeologico delle zone interne, come intende intervenire una volta eletto?

«Vogliamo portare l’Abruzzo nel cuore dell’Europa con un sistema reticolare di collegamenti stradali, ferroviari, portuali e aeroportuali che possano far viaggiare cittadini e trasportare  merci con efficienza ed economicità, nel rispetto dell’ambiente. Vogliamo garantire a tutti i cittadini il diritto alla prossimità offrendo infrastrutture sicure ed accessibili. La nostra deve essere la Regione delle infrastrutture sicure, sostenibili e dell’intermodalità. Bisogna battersi per garantire sicurezza e manutenzione delle autostrade A24 e A25 con un piano economico finanziario che assicuri tariffe eque e sostenibili».

Che cosa farà in concreto per scongiurare il rischio sismico?

«La prevenzione è un obbligo morale. Viviamo in un territorio che ha sempre avuto e avrà sempre a che fare con i terremoti, e dunque bisogna mettere in campo ulteriori strumenti per mettere in sicurezza gli edifici. Il primo passo sarà un grande progetto sulle scuole, perché i nostri ragazzi devono essere pienamente al sicuro quando sono fra i banchi di scuola non solo nelle zone ad alto rischio sismico».

Qual è la ricetta per rendere l'Abruzzo più forte e consentirgli di farsi sentire a Roma?

«Una sola: scegliere il nostro progetto. Siamo l’unico schieramento che ha un programma scritto in questo territorio con il contributo di tante personalità della cultura, dell’economia, dell’impresa, del volontariato, dello sport. Abbiamo le idee chiare e sappiamo cosa fare fin dal primo giorno di governo, e abbiamo le spalle larghe per relazionarci con il governo e con Bruxelles in autonomia e a testa alta». 

Che cosa si aspetta dagli abruzzesi il 10 febbraio?

«Che ci diano fiducia. Vedo crescere ogni giorno il consenso attorno al nostro progetto, l'entusiasmo delle persone, la voglia di partecipare. Stanno comprendendo che in questo progetto ci sono la serietà, l'autonomia, la competenza, l'apertura delle nostre liste ad una partecipazione senza precedenti di donne, giovani, rappresentanti della società civile. Siamo gli unici in grado di governare l’Abruzzo».

E in caso di sua elezione, che cosa devono aspettarsi gli abruzzesi da lei?

«Tutta la forza della mia esperienza istituzionale, la solidità del programma elettorale, la freschezza delle tante energie nuove che hanno scelto di credere in questo progetto di cambiamento». 

Perché gli abruzzesi dovrebbero votarla?  

«Gli avversari stanno invadendo la nostra regione parlando di Tav e di immigrazione, mai dei problemi della nostra regione. Perché siamo gli unici che parlano di Abruzzo. Mi è piaciuta una frase scritta dai tanti attivisti che in queste settimane ci stanno sostenendo: per Marcozzi parla Di Maio, per Marsilio parla Salvini, per l’Abruzzo parla Legnini».

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