Il ministro della Difesa, Trenta, a Pescara: "Prefetto dichiari stato di emergenza, militari in strada"

Questa la richiesta del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che ieri ha fatto visita nel capoluogo adriatico, tramite l'adozione del progetto "Strade Sicure"

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta

La presenza dei militari dell'Esercito nelle strade dei rioni "difficili" di Pescara come Rancitelli e Fontanelle
Questa la richiesta del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che ieri ha fatto visita nel capoluogo adriatico, tramite l'adozione del progetto "Strade Sicure".

Ad accompagnare il ministro sono stati la candidata sindaco di Pescara del Movimento 5 Stelle, Erika Alessandrini, e il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, oltre a vari esponenti dei pentastellati. 

A Rancitelli il ministro, la candidata sindaco e il vice presidente del Consiglio regionale hanno incontrato il parroco della chiesa Ss. Angeli Custodi don Massimiliano De Luca, sono entrati nel "Ferro di Cavallo" salendo fino ai piani superiori di quella che viene descritta dagli operatori delle forze dell’ordine come “la centrale dello spaccio” della città e hanno parlato con i pochi abitanti scesi nel cortile. Da Rancitelli a via Caduti per Servizio. Qui hanno ascoltato dal comitato di cittadini “Insieme per Fontanelle” gli episodi di intimidazione e violenza a cui sono sottoposti i tanti cittadini della zona e hanno constatato da vicino il degrado delle palazzine dell’Ater regionale. La visita è terminata nel parco dell’ex caserma Di Cocco, dove la candidata sindaco Erika Alessandrini ha presentato al Ministro della Difesa il progetto di riconversione dell’ex caserma, attualmente utilizzata come alloggio da alcuni militari, e del parco annesso in un centro aggregativo per studenti universitari in grado di offrire spazi, servizi e attrezzature per lo studio e lo svago, aperti fino a tarda sera e nel fine settimana. Spazi attualmente inesistenti in città e in grado di dare vita al progetto di Campus Universitario diffuso promosso dal M5S Pescara per rafforzare il ruolo dell'economia della conoscenza.

Questo quanto detto dalla Trenta:

«La presenza odierna del Governo nella città di Pescara rappresenta la ferma volontà del Movimento 5 Stelle di dare un chiaro messaggio rivolto al cambiamento e al miglioramento delle condizioni di degrado in cui versano alcune aree periferiche. Assieme ai rappresentanti locali dei 5 Stelle e delle autorità di pubblica sicurezza abbiamo fatto un punto della situazione da cui partire. Tale situazione potrà essere analizzata nell'ambito del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che potrà valutare l'opportunità di riavviare, anche temporaneamente, l'operazione strade sicure nella città di Pescara. Si tratta di un’operazione che va attivata su richiesta del sindaco attraverso il prefetto e il Ministero dell’Interno. E noi siamo pronti sin da subito a mettere a disposizione i nostri militari. È necessario rompere i ghetti. E per questo c’è bisogno di una grande collaborazione tra Governo e Amministrazioni locali».

In visita nel parco dell’ex caserma Di Cocco il ministro ha risposto al progetto di riconversione della candidata sindaco: «Sottolineo la ferma volontà di voler siglare il protocollo d’intesa con il Comune di Pescara determinante nel processo di restituzione alla cittadinanza di infrastrutture non più d’interesse per la Difesa, che possono così essere valorizzate dalle autorità politiche locali».

In merito al progetto "Strade Sicure" ecco quanto aggiunto dal ministro della Difesa all'agenzia Dire:

«Quella di "Strade Sicure" non è un'operazione che dipende direttamente dal ministero della Difesa, ma da quello dell'Interno. La richiesta deve essere attivata dal Prefetto, la popolazione e la politica. Come ministro posso appoggiare la sua attivazione, lo farò e dirò a Salvini che qui è necessaria, ma prima bisogna che il prefetto dichiari una situazione emergenziale. I territori e i Comuni spesso non vogliono farlo perché vuol dire dichiarare di aver fallito, ma se non diciamo che in alcune cose abbiamo fallito e abbiamo bisogno d'aiuto i problemi non si risolvono».

Come riferisce sempre l'agenzia Dire, sono stati pochi i curiosi in strada a Pescara e nel "Ferro di cavallo": molti si nascondono dietro le finestre ma qualcuno, nel cuore del quartiere Rancitelli, luogo di spaccio e delinquenza, trova il coraggio di parlare. È dal balcone che una donna, in pigiama, si affaccia per ringraziare il ministro della Difesa Elisabetta Trenta "per essere venuta". Non parla dei problemi del quartiere, almeno non di quelli legati alla delinquenza, ma le chiede di far si' che "Di Maio stanzi i fondi per le periferie". Si intrattengono per qualche minuto a parlare, lei dal balcone e il ministro con la testa all'insù. E delle fogne che non funzionano e di tutto quello che non va", dice senza entrare nello specifico forse anche per il timore di ritorsioni, le parla chiedendole anche di "portare la nostra voce a Roma. C'e' tanto da fare. Qui ci si viene solo per una facciata elettorale". Poco dopo, appena uscita dall'androne di uno dei palazzi fatiscenti del Ferro di cavallo dove non c'e' neanche il portone, a fermare il ministro è un 13enne che il suo quartiere lo vuole difendere, pur consapevole dei tanti problemi. Fa fatica a parlare, è in imbarazzo ma trova il coraggio per dire che "ci giudicano senza conoscerci. Io sono qui da quando sono piccolo e la gente è accogliente, ma non si può vivere per sopravvivere. Sogno questo posto migliore". 

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