Elezioni Comunali Pescara, l'intervista al candidato sindaco Gianni Teodoro

Teodoro si presenta alla competizione elettorale con la lista Scegli Pescara-Lista Teodoro

L'attuale assessore Gianni Teodoro è uno degli 8 candidati sindaco in corsa alle prossime elezioni comunali di Pescara che si svolgeranno domenica 26 maggio.
Teodoro si presenta alla competizione elettorale con la lista Scegli Pescara-Lista Teodoro.

Queste le risposte ai nostri quesiti, gli stessi posti agli altri sette candidati sindaco.

Cosa intende fare per riportare la qualità delle acque della costa a un livello accettabile?

L’inquinamento del mare dipende dal livello di inquinamento del fiume. Occorre quindi intervenire per bonificare il fiume e chiudere gli scarichi abusivi, che si riversano poi in mare. È una questione di legalità ambientale, una lotta che va combattuta e vinta per ridare alla città un mare pulito. È stato risanato il Tamigi a Londra. Possiamo risanare il fiume Pescara.

Ha intenzione di affrontare il problema del cementificio e della riqualificazione della zona?

Il mio obiettivo è di costruire una città senza periferie. Il mio impegno è dunque quello di riqualificare la zona per inglobarla nel tessuto urbanistico e sociale della città. L’area del dismesso cementificio rappresenta una grande opportunità di riqualificazione, che sarà affrontata e risolta nella prossima consiliatura.

La sicurezza è un tema molto caldo che riguarda non solo le periferie. Cosa intende fare per rendere la città più sicura?

Chi addita l’idea che a Pescara ci sia una emergenza sicurezza dice una enorme falsità e dimostra la scarsa conoscenza del fenomeno. Pescara è una città tutto sommato sicura. A confermare questo dato è stata l’Anci, l’associazione nazionale dei comuni d’Italia, che nel 2018 ha premiato la città di Pescara per il miglior progetto sulla sicurezza in Italia. Certo ci sono delle criticità nel sistema di sicurezza dell’intero territorio comunale che vanno colmate attraverso una maggiore prevenzione dei fenomeni di abusivismo e di degrado ambientale e attraverso un controllo più capillare del territorio attraverso il sistema di video sorveglianza, già attivo ma che va esteso in tutta la città. Di questo mi sono occupato negli ultimi due anni portando concrete proposte sul tavolo del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, proposte che sono state accolte ed apprezzate sia dal Prefetto che dai vertici provinciali delle forze di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. La attività di prevenzione tuttavia non è sufficiente, ma va integrata con la repressione dei fenomeni di degrado e di microdelinquenza. Per questo, se sarò Sindaco proporrò nei primi cento giorni di indire un nuovo concorso pubblico per assumere agenti di polizia municipale per rafforzare l’organico del gruppo Giona e portarlo fino a 50 unità, così da presidiare il territorio giorno e notte.

Quali sono gli interventi necessari affinché Pescara diventi realmente una città turistica?

Occorre intervenire sia sulle infrastrutture viarie che sulle nuove opportunità di investimento nel settore. Il turismo deve diventare il vero volano per l’economia locale. Pescara è una città attrattiva, ma deve investire ancora di più e fare una vera politica di marketing territoriale.

Quali saranno le sue politiche in materia di mobilità sostenibile?

Occorre incrementare il servizio del trasporto pubblico locale, utilizzando mezzi elettrici, impedendo l’afflusso disordinato di automobili nel centro cittadino.

Favorevole o contrario al progetto di una Grande Pescara?

Credo sia una opportunità, ma vanno ridiscusse le modalità ed i tempi della realizzazione di questo progetto.

Mercato etnico. Resta o verrà smantellato?

Il multiculturalismo è una ricchezza. Chi rispetta la legge e paga le tasse ha diritto di lavorare in un contesto di legalità. Il mercato etico rappresenta proprio il tentativo di integrazione controllata per quanti intendono vivere a Pescara rispettando le leggi dello Stato.

Quale futuro e destino per l’area di risulta? In caso di vittoria ha già qualche progetto da realizzare?

Il destino dell’area sarà deciso dai pescaresi. Di certo dovrà costituire il polmone verde della città, come il Central Park di New York, il luogo ideale per vedere la città da un altro punto di vista. Immagino ad esempio di realizzare in una porzione di quella enorme area estesa per circa centrotrenta mila metri quadrati il “giardino d’Italia”, dove saranno piantumate le culture arboree autoctone di ogni regione italiana, che circonderanno una grande fontana centrale. Penso alla realizzazione di un osservatorio meteorologico, di un padiglione culturale e di due silos, uno dislocato a nord e l’altro a sud, da destinare ad area di parcheggio, immersi nella cornice nel parco. Questa è la città del futuro. 

Come intende affrontare il tema della gestione della movida e dei locali notturni, sul fronte della sicurezza, ordine pubblico e tutela dei residenti?

Il diritto dei gestori dei locali notturni di esercitare la propria attività commerciale deve essere bilanciato dal diritto dei residenti di poter riposare nelle ore notturne. Ci sono limiti che non possono essere superati e tra questi limiti c’è sicuramente il diritto dei residenti, che ogni mattina si alzano per affrontare la fatica del lavoro, di poter risposare nelle proprie abitazioni. La Polizia Municipale dovrà svolgere un controllo più penetrante e se riscontrerà violazioni dovrà intervenire per sanzionare le condotte illecite.

Pescara e il commercio, cosa fare per rivitalizzare questo comparto fondamentale dell'economia cittadina?

Il commercio è l’anima della città. I commercianti vivono da troppo tempo una situazione di crisi, che attanaglia tutte le famiglie e le imprese. La mia proposta per rilanciare questo settore produttivo passa attraverso una riduzione delle imposte e dei tributi locali. Ma anche attraverso una serie di interventi per rilanciare i consumi delle famiglie. Più posti auto infine sono necessari per consentire ai cittadini di avvicinarsi agli esercizi commerciali.

Come vede Pescara tra 5 anni?

Vedo una città più pulita, più ordinata, più sicura. Una città che torna a respirare un’aria nuova, dinamica, competitiva, proiettata verso il futuro.

Perché un elettore dovrebbe barrare proprio il suo nome sulla scheda elettorale?

Perché gli propongo un patto: concedermi la sua fiducia per potergli consegnare al termine dei prossimi cinque anni una città migliore e più bella, per sé e per i propri figli.

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