Elezioni Comunali Pescara: l'intervista a Carlo Masci, candidato sindaco del centrodestra

Masci è sostenuto dalla coalizione di centrodestra di cui fanno parte 6 partiti e liste: Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Udc-Pescara Domani, Pescara Futura e Amare Pescara

L'ex assessore regionale e attuale consigliere comunale, Carlo Masci è uno degli 8 candidati sindaco in corsa alle prossime elezioni comunali di Pescara che si svolgeranno domenica 26 maggio.
Masci è sostenuto dalla coalizione di centrodestra di cui fanno parte 6 partiti e liste: Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Udc-Pescara Domani, Pescara Futura e Amare Pescara.

Queste le risposte ai nostri quesiti, gli stessi posti agli altri sette candidati sindaco.

Cosa intende fare per riportare la qualità delle acque della costa a un livello accettabile?

Tutto passa attraverso la soluzione dell’annoso problema dell’inquinamento del fiume e della diga foranea. Grazie a una sinergia con la Regione entro il 30 novembre saranno aggiudicati i lavori per il pennello di protezione, primo lotto dei tre che porteranno al completamento del molo nord. Non possiamo più rincorrere la questione del dragaggio, dobbiamo anticiparla e scongiurare l’accumulo dei fanghi sul fondale del porto canale che pende puntualmente come una spada di Damocle sul capo della nostra marineria, penalizzandone quando non addirittura impedendone l’attività. I danni sono enormi. In parallelo vedrà avviato un monitoraggio puntuale e costante delle sponde del Pescara per raggiungere e colpire i responsabili degli scarichi abusivi, che contribuiscono significativamente al carico di inquinamento del fiume prima e del mare poi. Tutto questo deve finire. Le acque saranno sottoposte a un processo di depurazione combattendo anche chi ci priva di questa risorsa paesaggistica. I droni ci daranno un aiuto dall’alto, con la mappatura diurna e notturna. Lavoreremo anche contro il rischio di esondazioni. Avere un fiume e un mare pulito non è un sogno, ma un diritto di tutti i pescaresi. Il nostro impegno sarà assoluto.

Ha intenzione di affrontare il problema del cementificio e della riqualificazione della zona?

Un argomento sul quale non si possono fare né promesse né azzardi. Stiamo parlando di una struttura di proprietà di privati e pervenire a un’intesa richiede un percorso lungo e complesso. È ovvio che come pescarese ho tutto l’interesse a vedere la zona oggetto di un profondo processo di riqualificazione, tale da riportarla fuori dalla marginalizzazione nella quale si è ritrovata, ma non si possono illudere quanti hanno il mio stesso desiderio. Quando il cementificio entrò in funzione sorgeva in aperta periferia, oggi invece è contiguo al cuore della città: da risorsa a problema, ma da problema dovrà tornare a essere una risorsa. Non sarà facile ma non è neppure impossibile.

La sicurezza è un tema molto caldo che riguarda non solo le periferie. Cosa intende fare per rendere la città più sicura?

Sono convinto che con qualche buona idea e con l’ausilio delle risorse tecnologiche l’amministrazione comunale possa tornare a incidere positivamente sul tema della sicurezza. In primo luogo un utilizzo razionale e coordinato dei sistemi di videosorveglianza consente di monitorare la città, sia per la prevenzione sia per un pronto intervento a tutela dei cittadini. Un altro contributo può arrivare dai droni, per un controllo panoramico di più ampia prospettiva visuale. Penso poi all’istituzione del “poliziotto di comunità”, un agente conosciuto nella zona di sua competenza, punto di riferimento certo e non impersonale che faccia da filtro alle istanze dei residenti, e quindi alla dotazione alla Polizia municipale degli equipaggiamenti necessari a esplicare al meglio il proprio importante compito. Sulle riqualificazione delle periferie ho nel programma un piano di intervento immediato che in via preliminare prevede in ogni quartiere una piazza, un’area verde attrezzata e un luogo di aggregazione e socializzazione. Stare all’aperto in tranquillità e in sicurezza significa far rivivere i quartieri e sottrarli a chi invece fa leva sui timori delle persone oneste con comportamenti che, oltre ai profili criminali, incidono pesantemente proprio sulla vivibilità.Anche per questo ho intenzione di incidere sul tema del ripristino della legalità anche per quanto riguarda l'assegnazione delle case di edilizia popolare, e combattere così fattivamente il preoccupante fenomeno delle occupazioni e degli abusivi che vanno a penalizzare quanti hanno invece il sacrosanto diritto a un tetto.

Quali sono gli interventi necessari affinché Pescara diventi realmente una città turistica?

Il turismo è una delle due vocazioni naturali, assieme al commercio, e questi due aspetti sono strettamente connessi. Non dobbiamo andare troppo indietro nel tempo per ricordare quale importante flusso di presenze venisse calamitato dalla “città delle vetrine”, per la ricchezza dell’offerta e la capacità di Pescara di essere sempre in prima linea nelle novità. Possiamo tornare a esserlo, con un piano concreto e razionale sul centro commerciale naturale. Dai commercianti ci aspettiamo un rinnovato vigore propositivo. L’amministrazione comunale deve trasformare le potenzialità in opportunità, e le opportunità in una voce importante dell’economia. A partire da una riqualificazione di sostanza e pure visibile, percepibile immediatamente a chiunque. Una lotta effettiva ai fattori dell’inquinamento deve restituire al mare la pienezza del suo ruolo, e con il contribuito dei nostri balneatori e albergatori, che si sono sempre distinti per inventiva e managerialità, riportare la spiaggia e la riviera a essere nella bella stagione fortemente attrattiva anche per chi viene da fuori. Le manifestazioni culturali e gli spettacoli, alcuni di rilevanza internazionale, troveranno nel Comune un partner non solo di facciata. Abbiamo risorse straordinarie scivolate verso un anonimato che, come attitudine, non ci appartiene. C’è un’effervescenza di idee che è un vero e proprio patrimonio cittadino, dobbiamo ritrovare la voglia di protagonismo. Mi piacerebbe, a esempio, poter realizzare un Festival del Liberty.

Quali saranno le sue politiche in materia di mobilità sostenibile?

Quando Pescara nel dopoguerra ha assunto la sua fisionomia di massima, con la ricostruzione e il boom edilizio, non si è purtroppo ragionato in termini di proiezione verso il futuro. La città giardino è diventata la città dei palazzi senza considerare che la crescita della popolazione e il benessere avrebbero portato a un incremento esponenziale del traffico su strade disegnate con dimensioni legate al passato. Il trasporto pubblico è una delle risposte alle necessità di mobilità, rendendo competitivo il servizio urbano per frequenza e puntualità. Prendere il bus dovrà essere conveniente a tutti i livelli, ottimizzando i tempi, risparmiando sui consumi, contribuendo a combattere traffico, inquinamento, capillarità di spostamenti. Studieremo con TUA formule per efficientare e rendere attrattiva la rete, magari prendendo a prestito modelli di altre città europee, dove a esempio il wifi è garantito alle fermate e pure sui bus, che vediamo sempre più a vocazione ecologica, ovvero alimentati a metano ed elettrici.

Favorevole o contrario al progetto di una Grande Pescara?

Sono sempre stato favorevole, lo sono tutt’ora e farò il possibile per veder nascere una città di 200.000 abitanti, quattordicesimo capoluogo italiano per importanza, che ha tutte le carte in regola per diventare la capitale dell’Adriatico. Pescara deve tornare a essere «la città della fuga in avanti», come la vedeva e come l’ha felicemente definita Pomilio. Oggi sappiamo tutti che Pescara appare invece ferma, ingessata, in difficoltà, una pallida caricatura di quel che è stata e di quello che potrebbe essere.

Mercato etnico. Resta o verrà smantellato?

Noi siamo per il rispetto delle regole, per l’onestà e per premiare chi si integra. E siamo contro ogni forma di ghettizzazione e di discriminazione sotto qualsiasi prospettiva, e dell’abusivismo. I commercianti extracomunitari devono sentirsi accettati e ben accolti nei mercati rionali, che sono il luogo deputato a queste attività, dove tutto è fatto secondo le regole e in piena trasparenza. Io non avrei creato un luogo come il mercatino etnico, la cui stessa definizione contiene subdoli elementi di distinzione che non mi appartengono per formazione e sentimenti.

Quale futuro e destino per l'area di risulta? In caso di vittoria ha già qualche progetto da realizzare?

Sulle aree di risulta si gioca una partita che segnerà la storia di Pescara e ne farà un segno identitario. È mia intenzione compenetrare le diverse esigenze ma non con la filosofia del “tutto per tutti”, che snaturerebbe ogni impronta urbanistica. Sappiamo perfettamente che nella zona centrale dell’ex tracciato ferroviario andranno realizzate strutture e infrastrutture di prestigio e utili, tali da risolvere annosi problemi della città, come quelli del traffico, dei parcheggi, di un grande polmone verde. Le cose non sono inconciliabili, purché si abbiano idee concrete, la capacità di intercettare i fondi e la volontà di passare con autorevolezza e chiarezza dalla fase progettuale ai cantieri. Abbiamo perso sin troppo tempo in chiacchiere inutili e in voli pindarici. Ricordo gli ostacoli frapposti al compianto sindaco Carlo Pace, che intendeva realizzare il teatro comunale che a Pescara manca dal 1963, e l’entusiasmo col quale nella Sala consiliare si accolsero i bozzetti disegnati dall’architetto Mario Botta.

Come intende affrontare il tema della gestione della movida e dei locali notturni, sul fronte della sicurezza, ordine pubblico e tutela dei residenti?

Regole, equilibrio, rispetto della legge, divertimento sano e tutela della sicurezza e del diritto dei residenti a non vedere sconvolti i propri ritmi di vita. Si può fare, non si tratta di aspetti inconciliabili, e il Comune può essere davvero la cinghia di trasmissione tra le diverse esigenze di un fenomeno che, non dimentichiamolo, costituisce anche un motore economico e turistico della città. Più controlli uguale meno disagi: significa vivere con serenità anche la notte. Pescara by night non è una scoperta, ma un’evoluzione in forma moderna di ciò che è sempre stata.

Come vede Pescara tra 5 anni?

Più grande, più bella, più dinamica, più importante, economicamente vivace, pulita e ordinata. Non una delle cento città italiane ma una delle più importanti città italiane, in cui la qualità della vita si sposa ai servizi, alle opportunità, al lavoro, al tempo libero, alla sicurezza, al divertimento, alla buona amministrazione. Un posto dove si vive bene e dove si è contenti e orgogliosi di stare. Mi piacerebbe che almeno un po’ potesse essere anche merito mio.

Perchè un elettore dovrebbe barrare proprio il suo nome sulla scheda elettorale?

Perché io amo Pescara, perché Pescara è la città della mia vita, e quando sia ama qualcosa per la vita si è disposti a impegnarsi ogni momento del giorno per tenere viva questa passione.

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