La consigliera Catalano pungola l'amministrazione Masci sulle barriere architettoniche: "Tutto fermo"

Secondo la consigliera del Pd l'amministrazione comunale Masci si disinteressa completamente della questione delle barriere architettoniche e dei disabili

Investire fondi per abbattere le barriere architettoniche e per il Peba 2020. La richiesta arriva dalla consigliera comunale del Pd Catalano che pungola la giunta Masci colpevole, a suo dire, di non essersi occupata della questione dei disabili nonostante le promesse fatte in campagna elettorale.

OSPEDALE, BUONE NOTIZIE PER I DISABILI

In molte zone del centro le barriere restano ed i disabili sono impossibilitati a spostarsi, e secondo la Catalano nemmeno sui cantieri e lavori già aperti ed appaltati l'amministrazione comunale si sta impegnando per verificare lo stato di avanzamento, come nel caso di via Genova e via Catania con i pali dell'illuminazione pubblica sono ancora a 72 cm dagli edifici e dunque non a norma con la ditta Enel Sole che ha riposizionato i nuovi impianti a led nello stesso punto:

“Bisogna attivarsi subito – aggiunge la Catalano - Il diritto delle persone con disabilità sancito dalla Costituzione è disciplinato in merito, per gli obblighi degli Enti Locali, dalla Legge n.41 del 1986, integrata dall’art.24 comma 9 della Legge 104 del 1992, dalla Legge 85 del 2001 e dal Peba. Il percorso iniziato dall’amministrazione precedente, che oltre ad aver gettato le basi per agire, ha modificato tutti i progetti, i lavori pubblici in corso d’opera e la mobilità in senso inclusivo, va continuato e ampliato per consentire la mobilità di tutti in condizioni di autonomia e sicurezza.

 Il superamento delle barriere architettoniche è un dovere sociale, di cui il centrosinistra si è fatto portatore, collaborando anche con le scuole, oltre che con le associazioni a una mappatura degli ostacoli, affinché la città non sia uno spazio discriminante ma inclusivo e vivibile da tutti. Un programma di rigenerazione urbana inserito nel Peba. è un investimento per la mobilità dolce nel rispetto della libertà di ogni individuo, e dovrebbe ambire ad una progettualità universale, dove le dinamiche inclusive di eliminazione delle barriere sensoriali, comunicative e fisiche si fondono con la progettazione ambientale, architettonica e urbanistica.

Secondo la Catalano, infine, l'amministrazione comunale che dice di amare Pescara avrebbe già dovuto almeno gettare le basi per le azioni concrete in favore dei disabili, ma per ora nulla sarebbe stato fatto.

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