Scoppia il caso Casamatta, il Comune nega l'agibilità al ristorante del presidente Sospiri | "Ricorreremo al Tar"

Il presidente del consiglio regionale, socio della società che gestisce il ristorante aperto da qualche settimana in via Venezia a Pescara, commenta la decisione del Comune di negare il cambio di destinazione d'uso

Scoppia la polemica in merito alla decisione del Comune di Pescara di negare l'agibilità al ristorante Casamatta, che ha aperto i battenti da qualche settimana in via Venezia. Il provvedimento arriva dopo che gli uffici tecnici hanno ricevuto la Scia, il documento di segnalazione di avvio di attività del ristorante di cui è socio anche il presidente del consiglio comunale Sospiri. Secondo gli uffici, il cambio di destinazione ad uso commerciale sarebbe illegittimo e per questo è stata negata l'agibilità.

Sospiri interviene spiegando la vicenda e sottolineando come il provvedimento sarà sicuramente impugnato davanti al Tar, in quanto sarebbe fallace ed abnorme, considerando infatti che nella stessa palazzina sono presenti diversi appartamenti che sicuramente non sono più ad uso pubblico ma sono abitazioni private, e che dunque sarebbero viziate anch'esse dall'illegittimo cambio di destinazione d'uso.

Il presidente del consiglio regionale ha spiegato che la società ha un amministratore unico che è responsabile di tutti gli aspetti legali, burocratici ed operativi dell'avvio dell'attività.

Tant’è che oggi l’intero immobile, ai piani superiori, non ospita più da anni uffici pubblici, ma civili abitazioni, appartamenti privati, che certamente non sono a uso pubblico e a questo punto gli uffici comunali chiariranno dinanzi al Tar come sia stato possibile acconsentire la realizzazione di quegli appartamenti, che non sono di certo case a uso pubblico. Questo è il merito dei fatti. Veniamo al resto: la norma dice che entro i 30 giorni dalla presentazione della Scia il Comune dovrebbe pronunciarsi sul controllo dei documenti e infatti è accaduto, ovvero il parere di diniego del cambio di destinazione d’uso è arrivato al 29° giorno, senza alcuna interferenza politica, proprio perché io non mi sono mai recato al Comune di Pescara, non ho parlato né ho cercato alcun tecnico e l’intera procedura è stata, come ovvio, portata avanti dall’amministratore unico che è anche il responsabile legale sotto ogni punto di vista della vicenda. Tutto il resto è folklore teso a dare colore.

Sospiri poi aggiunge che il diniego del Comune è un bell'esempio di trasparenza, in quanto dimostra come non ci sia stata alcuna ingerenza politica o pressione nel provvedimento, e dunque non vive alcuna situazione d'imbarazzo ed anzi la vicenda ha permesso di sollevare una questione che sicuramente riguarda altri palazzi oltre a quello di via Venezia, ovvero la presenza di abitazioni private in edifici con uffici pubblici, senza che siano state fatte verifiche ed aggiornamenti del piano regolatore.

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