Alla Asl di Pescara 343 giorni di attesa per un ecocolordoppler

Un cittadino, di fronte alla richiesta di prenotazione di un ecocolordoppler fatta al Cup (centro unico di prenotazione) si è visto dare appuntamento per eseguire l'esame 343 giorni dopo

Un'attesa lunga 343 giorni per eseguire un ecocolordoppler nella Asl di Pescara.
A segnalarlo è Massimiliano Di Pillo, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle.

Un cittadino, di fronte alla richiesta di prenotazione di un ecocolordoppler fatta al Cup (centro unico di prenotazione) si è visto dare appuntamento per eseguire l'esame 343 giorni dopo.

Infatti la prenotazione è stata fatta dieci giorni fa, il 12 febbraio, e il primo appuntamento disponibile è per il 21 gennaio 2020 ovvero poco più di 11 mesi. Un ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (Tsa) è un tipo di ecografia vascolare che permette lo studio morfologico e funzionale dei vasi del collo (artiere e vene) e con questo esame è possibile valutare il diametro e lo spessore di parere di un determinato vaso (studio morfologico), così come la velocità e la direzione del flusso ematico all’interno di esso (studio funzionale). Questo tipo di esame può identificare varie patologie che posso invalidare il paziente sempre se il problema venisse preso per tempo.

«Sono passati neppure 10 giorni dalla vittoria alle elezioni regionali», commenta Di Pillo, «e l’accozzaglia di centrodestra già incominciano a litigare per le poltrone, prima di tutto l’assessorato alla sanità, argomento che assorbe gran parte del bilancio regionale. Primo problema della nuova giunta sarà la battaglia per evitare la chiusura dei presidi ospedalieri, e la reale distribuzione sul territorio della medicina di base con ambulatori di specialistica che eviti l’ingolfamento dei distretti di base nei 4 capoluoghi di provincia. Un impegno che il ministro Grillo ha preso con le regioni e con i cittadini, è la riduzione progressiva delle liste di attesa, bestia nera di molte asl abruzzesi. 343 giorni o meglio poco più di 11 mesi di attesa, altrimenti a pagamento c’è il privato. E se il paziente è impossibilitato a pagare?».

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