Carlo Spatola Mayo, lettera aperta la sindaco di Spoltore

Pubblichiamo la lettera aperta scritta dal consigliere Carlo Spatola Mayo al neo sindaco di Spoltore Di Lorito

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPescara

Che brutto inizio, caro Sindaco. Durante il primo consiglio comunale di Spoltore lei e la sua maggioranza avete dato prova - ma ce n'era bisogno? - di essere una compagine fragile e timorosa dietro la vostra ostentata sicumera.

Avete dimostrato di essere ciò che il vostro programma dice di voi: un dignitoso vestito senza nulla all'interno. Perché altrimenti, caro Sindaco, non si spiega il suo nervosismo nel replicare al mio intervento sul programma di governo. Io faccio l'opposizione, lei fa la maggioranza, avrebbe forse voluto sentire da me parole di appoggio incondizionato?

Le ho riconosciuto pubblicamente la correttezza e la condivisibilità dei principi generali cui il programma della sua maggioranza fa riferimento, denunciando però una povertà di fondo di contenuti che rispecchia probabilmente le inevitabili differenze di vedute al vostro interno.

Mi sembrava un intervento corretto e doveroso da parte di un rappresentante dell'opposizione. Ho sottolineato tante cose che non vanno nel nostro comune e delle quali la sua coalizione pare non rendersi conto visto che nel programma non ne parla. Ho chiesto, senza peraltro ottenere risposte concrete, come si concilia il concetto sbandierato di "coinvolgimento dei cittadini" con gli interventi autoritari di quello che già si preannuncia un presidente del consiglio di stampo dittatoriale, talmente preoccupato di azzittire l'opposizione e le istanze che venivano dalla platea da richiamare per ben tre volte la forza pubblica di fronte a semplici e composte manifestazioni di dissenso da parte di quei cittadini che lei aveva precedentemente blandito con il consueto "sarò sindaco di tutti". Bene, a mio avviso il sindaco di tutti non lascia che il presidente del consiglio, votato in modo plebiscitario da tutta la maggioranza compatta, quindi con il suo consenso, mortifichi in questo modo le richieste che vengono dai cittadini, e pur chiedendo il pieno rispetto dei regolamenti, mostra un minimo di interesse per il problema sollevato e annuncia, che so, che riceverà nei prossimi giorni una delegazione per affrontarlo.

Ho chiesto come si concilia la trasparenza cui genericamente fa riferimento il vostro programma con un altro intervento autoritario che ha impedito ad un mio collaboratore di riprendere i lavori del Consiglio richiamando in maniera errata ed arbitraria l'articolo 46 del regolamento che vieta le registrazioni per fini privati e non può essere certo richiamato nel caso di una registrazione fatta da un gruppo consiliare al fine di diffondere il filmato dei lavori consiliari sul sito di un Movimento che in consiglio rappresenta quasi 800 cittadini spoltoresi. Se non avete nulla da nascondere, se davvero volete essere trasparenti, qual'è il problema?

Ho chiesto come mai nel programma di ben 11 pagine che la vostra coalizione ha presentato non sia presente nemmeno una volta la parola "agricoltura", visto che la gran parte del territorio comunale è composta da terreni vocati a tale uso. Ho chiesto come mai, in un comune la cui precedente amministrazione è stata sciolta per indagini connesse agli abusi edilizi, si proponga un piano regolatore "flessibile" per meglio adattarsi, di fatto, alle esigenze dei privati.

Ho chiesto come mai nel programma non venga mai nominata la parola "rifiuti", come se non fossimo un comune con una raccolta differenziata costosa e sgangherata che dà dei risultati non in linea con gli obbiettivi nazionali ed europei. E come mai i cittadini che usufruiscono del servizio di raccolta differenziata non possano vedere applicata, come prevede la legge, in luogo della TARSU, una tariffa che premi i comportamenti virtuosi e faccia pagare meno chi ricicla di più e meglio.

Ho chiesto come mai non si parli di piste ciclabili visto che due terzi degli abitanti di Spoltore vivono e lavorano in zone facilmente collegabili tra loro mediante questo tipo di infrastruttura che ha costi bassissimi di costruzione e manutenzione e può contribuire in breve alla riduzione dell'inquinamento lungo la famigerata statale 602 oltre che al contenimento dei costi del carburante per le famiglie.

Ho chiesto come mai non ci si preoccupi di infrastrutturare adeguatamente le zone artigianali nate come funghi negli anni passati e tuttora prive di reti fognarie. Ho chiesto come mai non ci si preoccupi di verificare se è vero che tutti i reflui prodotti dagli spoltoresi confluiscono nel depuratore di Pescara o se invece - come a me risulta - una quota parte di essi non vada in qualche modo a finire nel fiume (al consigliere Cacciatore, che si è preoccupato di spiegarmi a tal proposito che le case di campagna hanno impianti di subirrigazione e quindi non conferiscono liquami nella fognatura pubblica avrei voluto replicare, ma non ce n'è stato il modo, che parliamo di oltre 5000 abitanti che mancano all'appello, che corrispondono all'incirca alla popolazione di Santa Teresa e sono di gran lunga superiori alla popolazione residente nelle case sparse!)

Mi sembra, insomma, di aver sollevato problemi pertinenti, reali, tangibili. Di aver svolto correttamente il mio ruolo di opposizione.

Mi spiega allora, caro Sindaco, cosa significa il suo tornare sul fatto che io avrei un passato "politico". Cosa intendeva dire, che io e lei siamo della stessa pasta? Che condividiamo qualcosa? Che non posso criticare il suo operato perché anch'io sono come lei?

No caro Sindaco, come lei ben sa il mio ruolo politico in passato è stato talmente marginale da essere praticamente inesistente. Contrariamente a lei, io non ho mai preso un centesimo dalla politica, e non sono interessato a farlo. Ritengo che la politica sia un servizio e non un modo per fare affari. E' vero, in passato ho pensato che qualche partito potesse essere meglio di un altro e mi sono impegnato, senza mai avere ambizioni personali, per migliorare la scena politica locale. Ho potuto così frequentare da vicino i politici di professione e capire quanto siano irreparabilmente lontani dal rappresentare altro che l'interesse proprio e delle lobby di riferimento.

Vi conosco, so come siete fatti. Ma non sono, e non sono stato mai uno di voi.

Ci rivediamo in consiglio.

E mi perdoni, ma continuerò a fare opposizione.

Carlo Spatola Mayo

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