Torna l’ora legale e dormiremo un’ora in meno

A fine marzo cambieremo l’ora ai nostri orologi e dispositivi digitali

A fine marzo, nonostante l'emergenza Coronavirus, cambieremo l’ora ai nostri orologi e dispositivi digitali. Si passerà dall’ora solare all’ora legale 2020, come sempre, di notte.

Il cambio avverrà alle 2 di notte, quando le lancette saranno spostate – manualmente o automaticamente – in avanti alle 3, perdendo in questo modo un’ora di sonno.

L’ora legale entrerà in vigore a partire da domenica 29 marzo.

Ricordiamo che i dispositivi digitali, come smartphone e pc, non richiedono alcun spostamento, perché l’orario verrà modificato in automatico.

Abolizione cambio ora: a che punto siamo?

L'abolizione del cambio dell'ora tra solare e legale non è un'alternativa possibile al momento. Lo scorso anno, infatti, il nostro Paese ha inviato a Bruxelles una richiesta formale per mantenere intatta la situazione, così come la conosciamo. A tal ragione il Governo Conte non ha apportato alcuna modifica, quindi per adesso resta tutto allo stesso modo.

A cosa serve il cambio dell’ora?

L'idea di spostare le lancette avanti in primavera per sfruttare le ore di luce estive viene spesso attribuita a Benjamin Franklin per un articolo satirico pubblicato sul quotidiano francese 'Journal de Paris' nel 1784 riguardante il risparmio energetico. La maggioranza degli storici ritiene che il primo ad aver teorizzato l'ora legale sia stato il biologo George Vernon Hudson che nel 1895, alla Royal Society della Nuova Zelanda, propose di spostare le lancette dell'orologio in avanti durante l'estate per usufruire di ore di luce in più.

Solo nel 1907 però il costruttore inglese William Willet la propose come soluzione alla crisi energetica europea durante la Prima guerra mondiale. Dal 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera, molti Paesi fecero lo stesso a seguire. Dal 2001 in tutti i Paesi dell'Unione europea l'ora legale inizia l'ultima domenica di marzo e termina l'ultima domenica di ottobre. In Italia l'ora legale è in vigore dal 1966. In precedenza era stata usata per la prima volta nel 1916. Dopo essere stata abolita e riconfermata diverse volte, è stata definitivamente adottata dal nostro Paese con una legge del 1965, in un periodo in cui il fabbisogno energetico era un problema stringente.

Ripercussioni da cambio ora: come evitarle? 

Il fisico delle persone impiega alcuni giorni ad adattarsi al cambio dell'ora, a causa dell'orologio biologico, legato ai ritmi circadiani, i quali si trovano in difficoltà quando avvengono cambiamenti improvvisi come quelli provocati dal passaggio dall’ora estiva a quella invernale. In questo caso stanchezza, irritabilità, perdita di concentrazione e produttività sul lavoro, nausea e inappetenza sono sintomi comuni che non richiedono l’assunzione di farmaci.

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Un buon consiglio per permettere all'organismo di adattarsi è quello di posticipare leggermente e gradualmente, ad esempio di un quarto d’ora, gli orari dei pasti e il momento di andare a letto. Altro suggerimento. Da domenica può essere molto, molto utile fare un po' di movimento nel pomeriggio e passare tempo all'aria aperta per esporsi alla luce, per mandare al corpo il segnale che è ancora presto per andare a coricarsi.  Evitare di cedere troppo presto al sonno per far sì che non ci si risvegli quando il mattino è ancora lontano.

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