Grande platano abbattuto in via Tiburtina a Pescara, la protesta degli ambientalisti [FOTO]

Le associazioni Italia Nostra, Archeoclub, Mila Donnaambiente, Conalpa Onlus, Ecoistituto Abruzzo, La Galina Caminante, OLtre il Gazebo e No Filovia, fanno sapere che «dagli uffici comunali ci hanno detto che un tecnico ha individuato visivamente un problema nell’albero, per cui ha deciso l’abbattimento senza ulteriori prove strumentali»

Le associazioni ambientaliste segnalano l'abbattimento di un nuovo albero avvenuto a Pescara nel pomeriggio del 7 marzo.
In questo caso a essere tagliato è stato un grande platano all'inizio di via Tiburtina Valeria e i residenti sono scesi in strada, come accade orami da due anni, per chiedere spiegazioni dei tagli imminenti e alle motivazioni dell’urgenza del taglio è seguita la rassicurazione di un’avvenuta analisi tecnica.

Le associazioni Italia Nostra, Archeoclub, Mila Donnaambiente, Conalpa Onlus, Ecoistituto Abruzzo, La Galina Caminante, Oltre il Gazebo e No Filovia, fanno sapere che «dagli uffici comunali ci hanno detto che un tecnico ha individuato visivamente un problema nell’albero, per cui ha deciso l’abbattimento senza ulteriori prove strumentali».

Le associazioni ricordano come negli ultimi 10 giorni siano stati abbattuti due pini in via Andrea Doria, un pioppo storico in via Regina Elena, rase al suolo le siepi di oleandro lungo la strada parco tra Pescara e Montesilvano, abbattuto l’intero viale di lecci in via Pepe a Porta Nuova e il Comune ha annunciato la necessità di abbattere 170 alberi dentro la Riserva Dannunziana.

Questo quanto denunciano gli ambientalisti:

«Oggi ci sentiamo di dire, nuovamente, che non può essere una sola analisi visiva a decidere l’abbattimento di una pianta imponente in un viale già sovraccarico di inquinamento da traffico. Lasciare questa strada al cemento e alle macchine vuol dire condannare i suoi abitanti a rischi per la salute ormai chiari a tutti, in primis all’Organizzazione Mondiale per la Sanità, che ha decretato lo stato di allarme per la salute delle nostre città e dei suoi abitanti (sono tre milioni/anno le morti attribuibili all’inquinamento). Tagliarre una pianta dubitando sensatamente dell'urgenza di abbattimento per “immediato pericolo”, quando è stata fatta l’analisi, non è accettabile. Ci teniamo a far presente invece che da un’analisi visiva possiamo evidenziare che la pianta presenta invece un "callo cicatriziale" che isola la cavità dalla parte decomposta e questa reazione è positiva, si chiama “compartimentalizzazione del danno”. Tali cavità possono essere una risposta della pianta stessa di maggiore efficienza, come dimostra anche la chioma senza branche secche o seccaginose. Questo a dimostrazione del fatto che le valutazioni sono complesse, varie e sensate, e il Comune ha l’obbligo di prenderle in considerazione se questo può salvare una pianta».

Le associazioni vorrebbero che queste discussioni tecniche potessero essere svolte democraticamente con il Comune e i suoi tecnici con la necessità di un tavolo di confronto e ribadiscono che «ormai è chiaro che esiste una visione differente, di cui si fanno portatrici le associazioni e i cittadini stessi, che guarda al verde urbano come un bene da tutelare e mantenere. Chiediamo che le relazioni tecniche sugli alberi da abbattere siano pubblicate sul sito comunale con anticipo rispetto al piano dei tagli, che sia rispettata la tanto acclamata “trasparenza”, perché è un diritto del cittadino sapere».

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